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domenica, Gennaio 24, 2021
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Veneto stato. Guadagnini: “Puntare al referndum consultivo è una causa persa”

veneto statoAlcune considerazione del segretario nazionale di Veneto Stato, Antonio Guadagnini, in merito alla proposta di “indizione del referendum consultivo sull’indipendenza del Veneto” promossa da Indipendenza Veneta:

“Non c’è alcuna possibilità che questo Consiglio regionale avvalli una proposta di questo tipo. il motivo principale è che questo Consiglio regionale è composto, nella sua interezza, da partiti che non vogliono l’indipendenza del Veneto, da partiti che non contemplano nemmeno nei loro programmi l’indipendenza del Veneto. Allora, questi partiti si maschereranno dietro l’attuale Statuto della Regione Veneto, dicendo che esso non consente di organizzare referendum consultivi sulla materia in questione. Quindi, semplicemente, la Commissione di garanzia statutaria che deve giudicare sulla ricevibilità e sulla ammissibilità dei quesiti referendari, risponderà che è irricevibile e/o inammissibile. Ovvero rigetterà la proposta.

E tra qualche mese saremo punto e a capo.

La famosa risoluzione n. 44 che avrebbe dovuto, secondo i proponenti, portare al referendum già in questa Primavera, è rimasta lettera morta tra le mura di Palazzo Ferro Fini. Il Governatore Zaia non ha nemmeno nominato la commissione giuridica che avrebbe dovuto pronunciarsi in merito.

Oggi, si rilancia con una proposta di legge popolare che dovrebbe innescare il procedimento referendario nel prossimo ottobre.

Come detto, anche questa iniziativa avrà esito nullo. Tra l’altro, nella relazione introduttiva alla proposta di legge si dice che il popolo veneto è riconosciuto anche dal diritto positivo italiano facendo riferimento alla legge 340 del 1971 con la quale venne approvato il vecchio statuto della Regione Veneto. Peccato che quello statuto abbia terminato di avere efficacia nell’aprile del 2012, data nella quale è entrato in vigore quello nuovo (dal sito della Regione Veneto si legge quanto segue: “Il presente statuto, approvato con legge 22 maggio 1971, n. 340, ha cessato di avere efficacia a decorrere dal 18 aprile 2012, data di entrata in vigore della legge regionale statutaria 17 aprile 2012, n. 1 “Statuto del Veneto”).

Pertanto si dovrebbe fare riferimento a quello in vigore, non a quello vecchio.

 

Crediamo che sia sbagliato illudere la comunità veneta con promesse vane che non porteranno a niente. Si potrebbe ingenerare la delusione e potrebbe passare l’idea che noi Veneti non possiamo esercitare il diritto alla nostra autodeterminazione, che noi Veneti non abbiamo il diritto di diventare indipendenti.

Bisogna sottolineare con forza che l’indipendenza non arriverà finché sarà in carica questo Consiglio regionale. Non perché l’indipendenza del Veneto non sia un nostro diritto, ma perché, come detto, questo Consiglio è composto, nella sua interezza, da forze politiche che l’indipendenza non la vogliono.

Per concludere, l’unico modo per arrivare all’indipendenza è quello che si crei una volontà politica a suo favore, cioè serve consenso intorno a questo obiettivo. Il consenso si misura alle elezioni. Fino a quando i partiti indipendentisti non avranno consenso alle elezioni, l’indipendenza del Veneto non ci sarà. I partiti unionisti, tra cui l’attuale versione della Lega 2.0, si trincereranno dietro una serie infinita di cavilli giuridici, per mascherare la loro contrarietà. Allora per arrivare all’indipendenza bisogna votare un vero movimento indipendentista come Veneto Stato. Solo dimostrando con i voti che i veneti vogliono l’indipendenza si arriverà all’indipendenza.

Tutte le altre scorciatoie si riveleranno vicoli ciechi dannosi alla causa della libertà del Popolo veneto”.

 

 

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