Il vescovo di Belluno-Feltre, monsignor Giuseppe Andrich, sottolinea innanzitutto le parole con cui il Santo Padre ha annunciato la sua decisione: «ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di vescovo di Roma». Monsignor Andrich, colpito dalla novità di questo gesto, paragona l’annuncio a quello che il beato Giovanni XXIII fece cinquant’anni fa: quell’annuncio del Concilio Vaticano II che pure lasciò attoniti gli ascoltatori.
«Il primo sentimento – ha dichiarato monsignor Andrich – è stato quello di leggere le parole sull’ultimo tweet il Papa ha inviato a quanti attendono la parola della sua eminente personalità: “Dobbiamo aver fiducia nella potenza della misericordia di Dio; noi siamo tutti peccatori, ma la Sua grazia ci trasforma e ci rende nuovi”».
Nella dichiarazione di monsignor Andrich, che avrebbe dovuto incontrare a tu per tu papa Benedetto il prossimo 15 aprile, per la visita ad limina, e che forse in quella data incontrerà il nuovo Pontefice, si legge la profonda gratitudine per i due più importanti soggiorni di Joseph Ratzinger in diocesi, da cardinale e da Papa: la conferenza tenuta al Centro «Papa Luciani» il 16 ottobre 2004 e il soggiorno estivo a Lorenzago di Cadore, nel luglio 2007.
Fanno discutere, intanto, le parole pronunciate ieri dal portavoce della Sala stampa vaticana padre Federico Lombardi: “Non risulta nessuna malattia in corso che abbia influito sulla decisione” del Papa. “Sorprende l’aspetto della non motivazione“, ha detto don Floriano Abrahamowicz, sacerdote lefebvriano diventato famoso alcuni anni fa quando, alla guida della comunità della fraternità “San Pio X”, a Lanzago di Silea (Treviso), aveva espresso dubbi sull’esistenza delle camere a gas per gli ebrei.


