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L’appello al voto del Comitato referendario di Rocca Pietore * di Daniel Sirena

comitatoDa più di un anno, combattiamo con i nostri giovani comitati per promuovere i referendum di passaggio provinciale verso Trento.

Non siamo certo mossi da nostalgie austroungariche e nemmeno dall’abbaglio che i nostri confinanti dividano con noi privilegi e risorse.

L’idea è semmai di iniziare a ragionare e a costruire insieme ai nostri vicini, che la montgna la tutelano e la curano da anni, nell’ottica di una regione che comprenda tutta l’area Dolomitica come indicato dalla stessa Comunità Europea.

Ciò a cui aspiriamo è la possibiltà di avere politiche specifiche per tutto il territorio montano bellunese e quindi la possibiltà di sviluppare l’enorme potenziale dormiente che contraddistingue tutta la provincia .

Siamo un popolo abituato ad arrangiarsi che poco ha chiesto in questi anni alle istituzioni, e che tanto ha dato in termini di ricchezza industriale e turistica.

Quelle abilità che ci hanno reso vitali fino ad oggi non sono più sufficienti;sopraffatti dallo spopolamento demografico e dalle difficoltà morfologiche di un territorio vasto e oneroso, la nostra provincia commissariata vive quotidianamente la progressiva riduzione di servizi e di risorse.

L’unico modo democratico per far conoscere i disagi dei nostri territori era promuovere referendum consultivi, comune per comune, chiedendo l’accorpamento con le regioni confinanti secondo quanto stabilito nell’art. 132 della costituzione.

Anche i nostri consiglieri regionali dovrebbero cogliere l’occasione per portare a Venezia i referendum come la richiesta d’aiuto di una montagna da troppo tempo sofferente nel confrontarsi con parametri pensati per la pianura e stretta nella morsa delle due regioni a statuto speciale confinanti.

La migrazione economica verso nord est, incentivata dalle ghiotte proposte fiscali di Bolzano, inizierà prima che i nostri referendum passino al vaglio del parlamento e per questo bisogna intervenire subito.

Non esistono scuse o pretesti per l’ ancora mancato riconoscimento dell’art. 15 presente ormai da più di un anno nello statuto regionale e mai reso attuativo.

Il contentino ottenuto quasi per beffa, quando ormai le sorti della nostra provincia, sembravano segnate dall’accorpamento con Treviso, dev’ essere ora la priorità per coloro ci rappresentano in regione.

I consiglieri si allontanino dalle logiche di partito se i loro interessi sono davvero le nostre comunità e battano i pugni sul tavolo di Palazzo Ferro-Fini, avranno l’appoggio incondizionato di tutti i bellunesi.

Le richieste di passaggio, intese spesso come forze disgregatrici sono in realtà insieme alla manifestazione per la sanità, e per salvare la provincia, una delle più ampie dimostrazioni dell’unione dei nostro popolo negli ultimi 40 anni;

siamo 40.000 cittadini che per vedere riconosciuta la loro identità e specificità paradossalmente devono chiedere il passaggio ad un’altra provincia.

Abbiamo bisogno del sostegno di tutti per fare sentire la nostra voce attraverso il percorso referendario, che non vuol dire piangersi addosso e nemmeno chiedere l’elemosina, significa far valere i propri diritti.

Votare positivamente al referendum significa scegliere se dare o meno alle nuove generazioni l’opportunità di investire tempo ed energie nel nostro territorio prima che facciano la valigia e fuggano altrove.

Noi stessi siamo pronti ad andarcene se non ci sarà la volontà di cambiare le cose.

Chiediamo quindi ai nostri concittadini di regalarsi quattro minuti, due per riflettere sul futuro delle nostre comunità e due per prendere la scheda elettorale e votare sì ai referendum.

Daniel Sirena

 

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