
Chiedo ospitalità per un ringraziamento ufficiale e sentito ad una persona che in questi giorni di dilagante corruzione, malcostume e delinquenza ha ricordato all’Italia intera quanto noi veneti si possa sentirci orgogliosi di appartenere ad una terra di lavoratori. Poco importa se il riferimento trascurasse gli aspetti storici (la Serenissima) o culturali (l’antichissima Università di Padova), quelli sociali (primi nel mondo del volontariato), quelli ecologici (primi nel rispetto dell’ambiente e della raccolta differenziata), dello sport, della produzione, dell’economia, dell’arte, eccetera e riguardasse, invece, esclusivamente, il mondo del lavoro nell’agricoltura (che purtroppo ci vede sì eccellere, ma non più primeggiare), l’importante è infatti che noi si debba essere riconoscenti a tal Nunzia De Girolamo per aver ricordato a tutti la natura operaia delle nostre genti.
Permalosi e poco riflessivi, pertanto, tutti quei veneti che si sono strappati le vesti all’accusa di “Veneti contadini” espressa dalla “famosa” candidata napoletana del PDL, nominata da Berlusconi forse perché è una brava danzatrice o semplicemente grazie alla propria bellezza muliebre, che la rende pertanto perfettamente idonea ad un prossimo governo di nani e ballerine.
Il contadino è una professione nobile e indispensabile. Il contadino per secoli ha tenuto in piedi l’economia. Il contadino sarà una delle professioni che il mondo riscoprirà e su cui baserà parte della “new o green economy”, per cui ancora grazie Nunzia!
Mi dispiace assai che la signorina napoletana di cui sopra, in quanto conscia della verità, non abbia potuto definire i veneti come popolo di camorristi, taroccari, borseggiatori, falsi invalidi, assistiti cronici, accumulatori di immondizia per le strade, o altre cose per cui certe popolazioni provenienti da altre terre sono invece tristemente note o temute in Italia e nel mondo. Auguro alla gentile candidata delle prossime elezioni, che ha sottolineato perciò quanto i veneti siano diversi da esempi poco edificanti di altre realtà regionali, di poter affermare altrettanto dei propri conterranei.
Paolo Bampo
Belluno , 3 febbraio 2013


