La «lente d’ingrandimento» del candidato alla Camera del Pd bellunese, Roger de Menech, si sofferma sul lavoro. La nostra provincia, fino a pochi anni fa era un’isola felice:
la disoccupazione si attestava ad un livello fisiologico. Poi la crisi. La crisi del manifatturiero e dell’edilizia: cassa integrazione e licenziamenti. Si sta ritornando alle condizioni economiche antecedenti al disastro del Vajont. Cosa fare per fermare il declino della nostra provincia? Il Pd deve promuovere nuove opportunità occupazionali basandole sulle potenzialità del Bellunese e utilizzando le risorse del territorio: legno, acqua, agricoltura, artigianato e paesaggio. Ma non solo.
È necessaria una diversificazione della produzione dell’industria manifatturiera. Oltre che puntare, ad esempio, sul turismo, sulla ristorazione e sull’ospitalità, sull’economia verde e sulla cultura. Promuovere l’incontro tra la formazione tecnico-professionale, le lauree e le esigenze future delle attività produttive (industriali, artigianali e del terziario) orientando, per quanto possibile, l’offerta di competenze professionali alla domanda provenienti dall’impresa. Il Pd si impegnerà nel proporre leggi che snelliscano la burocrazia negli Enti locali in modo tale che possano essere favoriti nuovi insediamenti produttivi nel territorio. Ma non solo.
De Menech, condividendo e facendo proprie le istanze emerse nell’incontro del 28 gennaio con le Associazioni di categoria,affronterà il tema del costo del lavoro che non comprende solo il salario corrisposto ai lavoratori, ma anche i contributi sociali obbligatori da versare a carico dell’imprenditore.


