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sabato, Gennaio 16, 2021
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Bim Gsp. Idv e Verdi propongono una “Regola provinciale dell’acqua”

contatore leggerissima acquaDopo tante discussioni sul disastro economico BIM GSP pensiamo che almeno su un punto si possa essere tutti d’accordo, le questioni da chiarire sono troppe ed evidenti. E senza riparlare di ciò che e’ noto citiamo un esempio positivo, quando la Comunita’ Montana Belluno/Ponte nelle Alpi gestiva il suo servizio idrico riusciva a produrre utili.

Chiarito quindi che e’ possibile far funzionare i rubinetti senza produrre debiti arriviamo al nodo centrale, se sia cioè accettabile far finta di nulla di fronte ad un decennio di gestione sprecona e clientelare che in queste settimane ci sta solo dimostrando di voler restare uguale a se stessa. Sulle ovvie responsabilità’ riteniamo che una politica “normale” non possa evitare una dovuta autocritica o praticare ulteriori complicità elettorali.

Ma e’ altrettanto necessario, proprio in quest’ambito, differenziare il ragionamento. Fallimento, azzeramento e riscrittura del modello sono inevitabili questioni di democrazia, eventuali coinvolgimenti personali vanno chiariti e valutati dagli organi competenti. D’altro canto vanno evitati pesanti effetti collaterali sulle finanze di tanti comuni, sia la logica che la solidarietà ci devono spingere fin da subito a chiarire che pagheremo tutti assieme, e con un occhio di riguardo alle troppe imprese creditrici. A patto che poi sia finita con gli scavi.

La realtà, invece, e’ un po’ diversa. La politica non molla, i debiti salgono e la confusione aumenta. Assistiamo solo a ripetuti tentativi di non affrontare la realtà accompagnati da proposte modello “tirare a campare”, una trasversalità tanto evidente e marcata da essere un vero esempio. Il che e’ tutto dire. Ma detto questo arriviamo ad una proposta.

Viste le difficoltà del momento, e data l’importanza di un problema che investe globalmente vite ambiente ed economia locale, noi pensiamo sia necessario restituire l’acqua alle normali regole della democrazia e della vera autonomia territoriale. Partendo anche da un referendum che nega i processi di privatizzazione dell’acqua riteniamo doveroso, prima ancora che corretto, discutere di forme di azionariato popolare che investano i cittadini del diritto/dovere di utilizzare con saggezza qualcosa che non e’ semplicemente una risorsa, ma una parte fondamentale del loro futuro.

Una sorta di Regola Provinciale dell’Acqua, riferita proprio a modelli  ed abitudini già profondamente connessi sia alla storia che alla quotidianità’ di questo territorio, potrebbe riproporre e/o rimodulare quei meccanismi di saggezza e lungimiranza con cui tante comunità locali gestiscono importanti aspetti della loro vita.

E non diciamoci che l’ipotesi non e’ percorribile, perché è proprio la totalità dell’odierna dimensione politica locale (e non solo) a dirci che più o meno e’ tutto possibile. Pensiamo invece ad una logica di squadra e di condivisione che potrebbe, ad esempio, permetterci di affrontare efficacemente il problema di quei consorzi irrigui di pianura che sono la causa principale della nostra carenza d’acqua.

Sappiamo bene che queste “antiche famiglie”, utili bancomat dei partiti, ci derubano di enormi quantità d’acqua che poi sprecano incoscientemente costruendo speculazioni milionarie. Un territorio autonomo e coeso potrebbe invece affermare il principio secondo il quale è giusto contribuire, ma in modo misurato e senza sprechi, il rispetto di tutte le reali esigenze è l’unico vero tavolo di discussione che dobbiamo costruire. E forse in questo modo potremmo riuscirci. Come ultima riflessione, assolutamente dovuta, sottolineiamo che un ipotetico passaggio delle consegne dovrà necessariamente essere del tutto indolore sia dal punto di vista strutturale che da quello occupazionale. La macchina GSP ci serve, sia per il lavoro che fa sia per quello che dovrà continuare a fare.

Quello che non ci serve sono i debiti prodotti da quella nota dirigenza varia ed amicale che ha fatto la politica di alcuni utilizzando i diritti ed i soldi di tutti.

Cerchiamo quindi un’altra strada, soprattutto evitando la logica perversa che lega (coincidenza) Monti e Berlusconi. La democrazia non e’ un rischio o un limite, è un’opportunità.

Basta volerla percorrere condividendo.

 

IDV Belluno

VERDI Belluno

 

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