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La protesta delle PMI, Ingrosso: «La sofferenza delle imprese è alta soprattutto nel Bellunese»

Giancarlo Ingrosso civica Bortoluzzi«Dagli imprenditori della piccola e media impresa, dagli artigiani, un popolo di solito dedito al lavoro in silenzio, oggi si è alzato «un grido di dolore» che noi come “Scelta Civica” abbiamo ascoltato, accogliendo il loro appello. La politica deve infatti intervenire rapidamente: in Italia abbiamo il costo del lavoro più alto e i salari più bassi d’Europa. La sofferenza dell’impresa è alta, soprattutto nel nostro territorio montano dove mancano strutture e risorse. I bellunesi sono 200 mila, circa il 5% della popolazione veneta, che si trova, in questa situazione, a gestire il 20% dell’intero territorio veneto».

Lo afferma Giancarlo Ingrosso, candidato alla “Camera di Scelta Civica”.

«Qui vicino c’è la Carinzia, con una tassa secca sulle imprese al 25% e praticamente nessuna burocrazia – aggiunge Ingrosso -. Una situazione che può portare i nostri imprenditori a delocalizzare e mostra, contemporaneamente, che con le strategie giuste un territorio montano ce la può fare. I nostri artigiani invece lavorano i primi 204 quattro giorni dell’anno per dare i ricavi allo Stato e 86 giorni all’anno per sbrigare le pratiche burocratiche, tutto con costi pesantissimi sulla produttività aziendale».

Per Ingrosso, l’unico politico che sarà in grado di abbassare una pressione fiscale pesantissima è Mario Monti, che ha iniziato durante l’anno in cui è stato al governo a ridurre l’elefantiaca spesa pubblica italiana, senza intervenire sulla quale non è possibile ridurre le tasse.

Il coordinatore di Italia Futura Belluno, inoltre, ritiene «un esempio di intervento positivo quello comunicato in questi giorni dall’Agenzia di promozione territoriale della Provincia di Bolzano agli imprenditori selezionati nei settori della “green economy” e delle “tecnologie alpine”, che si trovano in difficoltà per la mancanza di servizi e strutture, a confluire in un vero e proprio distretto per fare ricerca, sviluppo e innovazione con un incisivo intervento pubblico, in termini di agevolazioni fiscali (azzeramento dell’Irap per le nuove aziende nei primi 5 anni di insediamento) e di disponibilità di fondi per gli investimenti.

Proprio sulla questione del credito, invece, Ingrosso ritiene necessario che le istituzioni, la Regione in particolare, supportino i consorzi fidi delle associazioni di categoria, vere e propri colonne per l’accesso al credito.

«È poco produttivo, invece, che Veneto Sviluppo si ponga in concorrenza o in alternativa ai confidi anziché potenziarne la capitalizzazione. Si tratta di un inutile doppione» conclude il candidato.

 

 

 

 

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