Ispirata al libro “Luminosa signora” di Alfonso Lentini, “Il suonatore di silenzio” è la performance che giovedì 31 gennaio alle ore 20 si svolgerà all’Insolita storia di Belluno (via Zuppani 10) nella quale Rita Scafi e Sandro del Duca daranno vita a un loro particolare percorso fra le pagine del libro con letture e interventi musicali.
Alla serata interverrà anche lo scrittore, già autore di libri come “Un bellunese di Patagonia”, “Cento Madri” e recentemente inserito nel volume su Belluno dell’”Antologia dei grandi scrittori del Nordest” curato da Francesco Piero Franchi.
Rita Scafi, insegnante di italiano al Renier, è stata tra le fondatrici del “Laboratorio Teatrale Arcidrama” di Belluno ed ha partecipato a spettacoli, performance e letture pubbliche.
Sandro Del Duca è attivo nel campo della musica popolare ed etnica, è membro del gruppo Al Tei, della Compagnia del Bel Bambin, dell’Orchestra Popolare delle Dolomiti e del gruppo di musica greca Ta Italakia.
“Luminosa signora, lettera veneziana d’amore e d’eresia” è stato pubblicato da Mauro Pagliai Editore nella collana “Biblioteca di Letteratura” fondata da Enzo Siciliano.
Ecco alcuni brani sul libro tratti da articoli e recensioni:
“Non è un caso se viene chiesto a Venezia di fare da fondale: la città doppia per antonomasia, marmo e acqua ad un tempo solo, è l’ideale scenografia per una storia che usa tutti gli strumenti dell’artigianato simbolistico per alimentare il suo mistero. Ci sono “suonatori di silenzio”, padri amati alla follia e finiti nella follia, ci sono macchine per fotografare i sogni e, naturalmente, mongolfiere.” (Michela Fregona, Corriere delle Alpi).
“È proprio in quel silenzio che segue la musica o il rumore e che si carica di significato e di ‘melodia’, che intende collocarsi la scrittura di Alfonso Lentini…” (Ilenia Appiciafuoco, in “Le Reti di Dedalus”, rivista del Sindacato Nazionale Scrittori).
“Una sorta di periplo e ricapitolazione di eroici furori. Lentini sa muoversi con eleganza tra il referenziale e il conativo, assecondando una sorta di ghiribizzo affabulatorio che affonda le sue radici negli autori siciliani eslege, da Pizzuto a Ripellino tanto per intenderci, veri e propri numi tutelari”. (Salvatore Ferlita, “La Repubblica”).
“Direi che ogni libro di Lentini è un incantesimo che ci conduce in una dimensione sospesa dove la realtà si dissolve nel sogno e il sogno nella realtà, i confini sono incerti, la consistenza delle cose si sfarina …” (Eva Di Stefano, Università di Palermo).
“La parola e la memoria sono il filo rosso di questo breve romanzo in forma di lettera che Alfonso Lentini ci consegna con la consueta levità formale unita a un pathos che addensa la trama di pensieri e immagini in uno sviluppo in progress e tuttavia non risolutivo.” (Saverio Vasta, L’indice dei libri del mese).


