
Giorni bui qua in provincia dove una certa idea di Gestione di Servizi Pubblici sembra giunta al suo epilogo. Da tempo assistiamo allo schizofrenico dimenarsi collettivo della politica locale per salvare l’impossibile, ma oggi lo scontro totale si evidenzia in tutta la sua gattopardesca metamorfosi.
Tutti contro tutti su tutto, così contro che tutti sono d’accordo su tutto. Perché il tutto altro non è che evitare in ogni modo in fallimento di Bim-Gsp e di concerto perpetrare, senza ostacoli, uno sconcertante (ab)uso della cosa pubblica. L’imperativo è uno e uno solo: sanare ad ogni costo, costi quel che costi… tanto pagaPantalon.
Difendere così una finanza ri-creativa che ha visto i Sindaci indebitare fino al collo i propri concittadini, scaricando prima sulla società stessa investimenti altrimenti impossibili e poi giochicchiando con le stesse casse comunali e non solo, dove nei bilanci si vantano crediti di fatto inesigibili.
Drammatico impoverimento di tutto il nostro territorio in nome e per conto del consenso personale, delle logiche amicali, dei giochi di potere, in cui la stessa democrazia è stata esautorata e svuotata del suo significato più nobile.
Da domani e per anni sulle bollette dell’acqua dei bellunesi appariranno incrementi a due cifre percentuali, lo sappiamo tutti, ma l’idea di ripianare senza aver fatto chiarezza sarebbe l’ultima beffa dopo l’inganno. Si chiuda un tempo, si rimettano in mano al tribunale i libri contabili, si faccia mettere il naso a chi ha titolo e competenza per chiedere un po’ di spiegazioni a chi il disastro l’ha prodotto.
Fermo restando che la responsabilità ultima di qualsivoglia impresa non può che essere collocata in capo alla proprietà, se qualche Comune non riuscirà a far fronte ai propri debiti saprà almeno chi ringraziare.
IDV Belluno
VERDI Belluno


