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sabato, Gennaio 23, 2021
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Rischio interruzione ammortizzatori per 18mila lavoratori veneti. La Regione interviene

regione-veneto“Un atto gravissimo che solo in Veneto lascerebbe scoperte 3.000 domande di cassa integrazione destinate a 18 mila lavoratori e 3.000 domande di mobilità in deroga presentate da lavoratori che hanno perso il lavoro o terminato le indennità di disoccupazione e non hanno ancora trovato un’occupazione. Solo il grande senso di responsabilità delle Regioni potrà impedire questa situazione disastrosa per migliaia di famiglie”.

La denuncia viene dall’assessore al lavoro della Regione del Veneto ed è conseguente al fatto che dal primo gennaio 2013 l’INPS ha clamorosamente interrotto la possibilità di ricevere gli elenchi delle aziende e delle persone beneficiari di ammortizzatori in deroga, cassa integrazione e mobilità, autorizzate dalle Regioni, impedendone di fatto la liquidazione delle indennità di cui i beneficiari hanno diritto.

“Tutte le Regioni italiane ancora lo scorso dicembre hanno inviato a Ministro Elsa Fornero una lettera per esprimere la propria fortissima preoccupazione – spiega l’assessore veneto – ma la risposta è stata un disarmante e inaccettabile silenzio”.

Con una nota del 20 dicembre 2012, il Ministero ha deciso unilateralmente di consentire i pagamenti degli ammortizzatori solamente a coloro per i quali è stata fatta la comunicazione da parte delle Regioni all’INPS entro il 31 dicembre 2012, lasciando di fatto scoperte le domande presentate da aziende e lavoratori negli ultimi tre mesi dell’anno, attualmente in corso di esame.

“Quello stesso giorno, con il collega Simoncini, coordinatore delle Regioni per il lavoro – prosegue l’assessore – abbiamo chiesto la revoca della circolare che cambia le regole sino a ora utilizzate e lo sblocco dei pagamenti degli ammortizzatori sociali in deroga, evidenziando l’assoluta impossibilità ad adempiere alla richiesta di comunicare le autorizzazioni del 2012 entro il 31 dicembre. Gli effetti della crisi economica si sono manifestati nel Veneto con un significativo aumento delle richieste della cassa integrazione, richieste a cui ora si potrà far fronte solo per il senso di responsabilità delle nostre strutture regionali”

“Gli anni scorsi – conclude l’assessore al lavoro del Veneto – sono sempre stati riconosciuti i tempi tecnici necessari per evadere il purtroppo massiccio numero di domande complesse, che chiedono una notevole cura per essere analizzate e per le quali sono spesso necessarie richieste di integrazione da parte degli interessati. Se sarà superato l’impasse determinato dall’improvvida decisione del Ministero, che colpirebbe le piccole aziende e soprattutto per le imprese artigiane, lo si dovrà solo al coraggio delle Regioni di assumersi delle responsabilità che non avrebbero, ovviando così anche al colpevole silenzio del Ministro”.

 

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