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Un anno dopo la “de-Equitalizzazione”, protocollo tra Comune di Calalzo e Agenzia delle Entrate. De Carlo: “Scoviamo i furbetti distinguendoli dai cittadini in difficoltà, coi quali adottiamo metodi di riscossione umani”

Luca De Carlo
Luca De Carlo

Un anno fa il Comune di Calalzo, tra i primissimi in Italia, aveva definitivamente licenziato Equitalia da tutte le riscossioni, sia quelle ordinarie che quelle coattive, con la volontà di attivare un servizio di prelievo fiscale più vicino al cittadino e meno aggressivo. La battaglia del Comune, rimbalzando sui media nazionali, aveva creato una “reazione a catena” tanto da indurre a “de-equitalizzarsi” migliaia di Enti locali, adottando soluzioni in proprio o affidandosi a Servizi esterni come, nel caso di Calalzo, la Comunità montana della Valbelluna. Ora il municipio cadorino fa ancora un passo in più, “nella volontà, chiara fin dall’inizio – spiega il sindaco Luca De Carlo – di distinguere i furbetti dai cittadini realmente in difficoltà, scovando i primi e sostenendo i secondi nel mettersi in regola con le imposte”.

Il Comune ha appena firmato un protocollo d’intesa con il Direttore regionale dell’Agenzia delle Entrate Giovanni Achille Sanzò, con cui il l’Amministrazione calaltina collaborerà in casi di presunte situazioni di comportamenti elusivi/evasivi del fisco nei settori del commercio, dell’urbanistica, del patrimonio immobiliare, delle residenze, o di disponibilità di beni indicativi di capacità contributiva. I proventi della lotta all’evasione spetteranno, come da decreto 78/2010, interamente al Comune.

“Un anno fa – dichiara De Carlo – da alcune parti eravamo stati accusati di aiutare i furbetti, perché anticipando l’entrata in vigore della Legge avevamo rescisso il contratto con Equitalia. Non si considerava che mentre Equitalia agisce su crediti certi ed esigibili, seppur in maniera discutibile perché troppo aggressiva, l’Agenzia delle Entrate è davvero titolata a scovare gli evasori. Una volta individuato chi elude le imposte, il Comune valuterà se si tratta di soggetti in difficoltà oppure di furbetti: coi primi adotteremo, come da mesi a questa parte, un sistema di riscossione congruo, mentre per i secondi non ci saranno scuse”.

“In questo momento, con l’approssimarsi dei vincoli del Patto di stabilità anche per i piccoli Comuni, e considerando i tagli da Roma che per il solo 2012 ammontano a 143.000 euro, sentiamo come nostro dovere di tutelare in primis i cittadini che pagano le imposte e coloro che faticano per la crisi. Non vogliamo ridurre i servizi, e anche per questo motivo l’accordo firmato ribadisce ancora più fortemente il bisogno di equità tra la condizione sociale dei cittadini e l’entità dell’imposizione fiscale, che è dovere principale corrispondere in misura proporzionale tra tutti. Vogliamo scovare i furbi, quelli che evadono l’Iva, che dichiarano poco o nulla a fronte di un buon tenore di vita, che presentano basse dichiarazioni Isee per fruire di bonus e contributi togliendoli a chi ne ha davvero bisogno. Quando li avremo individuati, grazie all’accordo con l’Agenzia, adotteremo con loro un sistema di riscossione fermo ma comunque non aggressivo, affidandoci come di consueto alla Comunità montana della Valbelluna e controllando i loro fascicoli passo passo, come Equitalia non ci permetteva di fare”.

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