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Avviata la discussione sulla nuova legge sul commercio. Reolon: “hanno volutamente dimenticato la specificità dei territori montani”

Sergio Reolon
Sergio Reolon

Ridare alle attività commerciali un ruolo rilevante all’interno delle città; al di fuori dei centri urbani, invece, favorire il risparmio del territorio e la valorizzazione del paesaggio. Sono questi alcuni dei principi ispiratori del progetto di legge d’iniziativa della Giunta regionale relativo alle politiche per lo sviluppo del sistema commerciale nella Regione Veneto, sottolineati dall’assessore regionale all’economia e al commercio Isi Coppola in apertura della discussione in Consiglio Regionale. Ma che non sono piaciuti al consigliere regionale Sergio Reolon che ha commentato: “nella legge che verrà approvata entro questa sera (giovedì 20 novembre), Lega e PDL hanno dimenticato volutamente la specificità dei territori montani. Da Sappada a Rosolina valgono le stesse regole, come se tutto il territorio fosse uguale. I piccoli paesi di montagna ed i piccoli negozi subiranno la stessa concorrenza delle grandi strutture di vendita. Pazzesco! Alle volte mi chiedo se sanno quello che fanno”!

La legge veneta attualmente in vigore risale al 2004 e, nel frattempo, non è cambiato solo il comparto del commercio – ha detto l’assessore – ma tutta l’economia. La nuova legge per lo sviluppo del sistema commerciale del Veneto si pone come elemento di riequilibrio sia rispetto allo spopolamento dei centri storici, sia rispetto ai principi di liberalizzazione e semplificazione contenuti nella Direttiva europea ‘Bolkestein ’ del 2006 a cui – ha detto l’assessore – la legislazione regionale è tenuta ad adeguarsi.

“E’ una normativa attesa – ha detto l’assessore Coppola – che, attraverso un approccio innovativo alla programmazione commerciale, punta a dare alla rete distributiva regionale la possibilità di rinnovarsi. E’ una normativa che si limita ad indirizzi essenziali e ha tra i suoi obiettivi la semplificazione e rapporti trasparenti con i comuni, di cui amplia l’autonomia mantenendo comunque forme di controllo in particolare sugli insediamenti commerciali sovracomunali. L’attenzione è focalizzata sulle politiche attive per la crescita e il rilancio del settore, soprattutto con una liberalizzazione totale nei centri storici che hanno un valore culturale ma anche sociale, oltre che economico. Il commercio ha infatti una componente identitaria che è un valore aggiunto per il territorio veneto”.

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