Nonostante si parli in continuazione di spending review, di semplificazione, di attenzione alle piccole imprese, di lotta alla burocrazia, il genio italico – soprattutto quello che nasce nei corridoi ministeriali – è sempre in grado di sfornare disposizioni insensate.
Una delle ultime riguarda le imprese di autotrasporto, una folta schiera di aziende (solo in provincia di Belluno circa 350 e per la gran parte piccole imprese) che gestiscono oltre l’80% della movimentazione delle merci attraverso il nostro paese.
Ogni anno queste imprese di autotrasporto devono pagare la quota di iscrizione all’Albo che le riunisce, istituito presso il Ministeri dei Trasporti.
Il problema è che quest’Albo – da sempre – ha difficoltà nell’attribuire i singoli pagamenti alle imprese paganti (si tratta di importi che vanno dai 30 euro per le imprese con un solo veicolo ai 3-400 euro per le imprese più strutturate), con la conseguenza che spesso all’impresa viene recapitata una richiesta (tramite lettera raccomandata) perché fornisca la prova dell’avvenuto pagamento.
Ora l’Albo per ovviare al problema – invece di sistemare i propri problemi di organizzazione interna – decide che il pagamento debba essere obbligatoriamente effettuato tramite una procedura on-line, piuttosto complicata, esclusivamente a mezzo carta di credito o conto Bancoposta.
“Ma perché obbligare gli autotrasportatori, che trascorrono la gran parte del loro tempo sui loro mezzi – si chiede il presidente degli autotrasportatori bellunesi Franco Zampieri – a utilizzare obbligatoriamente un computer per pagare questo importo, quando fino all’anno scorso potevano farlo con bollettino postale, bonifico bancario o qualsiasi altro strumento?”. “L’importante è che l’importo sia pagato, non le modalità con le quali si adempie all’obbligo”, rimarca Zampieri.
Ma la ciliegina sulla torta è data dal sito attraverso il quale è necessario adempiere: da due giorni e a 20 giorni dalla scadenza del termine di pagamento, il sito è inaccessibile agli utenti; probabilmente non è strutturato per tanti contatti.
“Un altro guazzabuglio all’italiana!” è l’amaro commento del presidente Zampieri!


