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martedì, Marzo 2, 2021
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Ancora disagi sui binari veneti. Bond: “Raggiunti livelli fantozziani. Serve una ridistribuzione delle carrozze!”

Mattinata “fantozziana” sui binari veneti. A denunciarlo è il consigliere regionale Dario Bond, contattato da alcuni pendolari bellunesi e trevigiani in preda alla rabbia e allo sconforto.

“Il sovraffollamento è arrivato a livelli intollerabili, per non parlare dei ritardi e delle condizioni di viaggio. Mi chiedo addirittura se ci siano condizioni minime di sicurezza”, afferma il capogruppo del Popolo della Libertà.

La linea ferroviaria incriminata è ancora una volta la Belluno-Venezia che all’altezza di Treviso è praticamente collassata:

Dario Bond

“Confusione e caos hanno contrassegnato l’inizio settimana di centinaia di lavoratori e studenti”, rimarca Bond.

Meglio andare con ordine. La prima segnalazione arriva da Feltre, dove il treno delle 7,31 è partito con 8 minuti di ritardo. “Poco prima dell’arrivo a Treviso, verso le 8,35, il capotreno ci ha avvisato che una volta in stazione si doveva scendere per non precisati problemi al materiale rotabile. Ovviamente nessuno ci ha comunicato il binario”, racconta una prima testimone.

I passeggeri si riversano così al binario 6 dove alle 8,46 è previsto il primo treno utile per Venezia. Ma anche qui qualcosa non funziona e bisognerà attendere un quarto d’ora per vedere un mezzo.

Il treno in arrivo è stracolmo e il capotreno invita i passeggeri a terra ad attendere il successivo. Peccato che il secondo treno debba arrivare di lì a poco sempre sullo stesso binario. E’ qui che alcuni passeggeri intuiscono che il capotreno del mezzo in stazione sta parlando al telefono con il collega sul treno previsto in arrivo sullo stesso binario. E’ ovviamente il caos.

Il primo treno parte e il secondo arriva di lì a poco, ma la scena è sempre quella di un mezzo ai limiti della sua portata. Non resta che “accomodarsi” in piedi.

Contemporaneamente nelle stazioni tra Treviso e Venezia, attraverso annuncio metallico, si invitano i passeggeri a non salire sul 5677 proveniente da Treviso “causa sofraffollamento”.

“Calcolatrice alla mano chi è partito a Belluno alle 7 è arrivato a Venezia più di tre ore dopo con un viaggio che definire farneticante è poco”, sottolinea Bond. “Anche chi è partito da Treviso o Preganziol ha impiegato più di un’ora. Tempi che non sono accettabili per chi studia o lavora”.

“In attesa di mettere mano all’assetto complessivo della gestione ferroviaria veneta, regionalizzando le tratte interne, bisogna adottare delle soluzioni tampone come l’aggiunta di nuovi vagoni ai treni già esistenti. Non è possibile che dei treni con due carrozze o dei Minuetti vengano utilizzati su lunghi tragitti”, rimarca Bond. “Non chiediamo di comprare nulla di nuovo. Basterebbe ridistribuire le carrozze. Alcuni treni viaggiano al limite – soprattutto nelle fasce dei pendolari – altri – nelle ore meno affollate – sono utilizzati a metà della loro portata, se non meno”, prosegue Bond, che ha già segnalato i disagi di oggi agli organi competenti.

“Nelle settimane scorse Trenitalia ha dimostrato buona volontà riconfermando le corse da Belluno, soprattutto la prima e l’ultima corsa sulla tratta Belluno-Padova, adesso chiedo uno sforzo ulteriore perché i viaggiatori abbiano maggiore dignità. Non penso che una carrozza in più possa costituire un problema”, conclude il capogruppo del Pdl.

 

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