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lunedì, Gennaio 18, 2021
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Il futuro della sanità bellunese * intervento di Pierenrico Lecis

In questi giorni, sui giornali, sono state riportate numerose ipotesi sul futuro della sanità Bellunese con chiusura e/o trasferimenti di reparti in altre sedi prevalentemente in pianura, ampliamento di alcuni ospedali , ridimensionamento di altri.

Al proposito ritengo utile vadano fatte alcune precisazioni importanti per dare una informazione adeguata ai cittadini.

Il primo elemento è che la programmazione sanitaria regionale basata sulla pubblicazione delle schede sanitarie e territoriali regionali non è stata ancora completata e resa pubblica per cui tutte le ipotesi di chiusura e trasferimento di reparti è solo teorica. Al momento è ancora in corso l’approfondimento politico sull’argomento e questo non può prescindere dalle peculiarità territoriali della nostra provincia.

Il secondo punto è che buona parte delle considerazioni pubblicate in questi giorni sulla sanità bellunese deriva da quanto riportato nel decreto legge Balduzzi approvata recentemente in parlamento. Ebbene, quanto scritto nel decreto non deve essere valutato in maniera acritica ma calato nelle singole realtà territoriali perché il decreto stesso tiene comunque presente la qualità delle prestazioni ai cittadini e la tempistica compatibilmente con la territorialità.

L’introduzione del concetto di “presidi ospedalieri in zone particolarmente disagiate” rientra in questo concetto di territorialità. Strutture ospedaliere quali quelle di Agordo e Pieve di Cadore, caratterizzate dalle prestazioni sanitarie più importanti (Reparto di degenza medica, Chirurgia ridotta a Day o Week-surgery, Pronto soccorso, Poliambulatori), a fronte di una riduzione dei posti di degenza, elemento fondamentale nella riduzione dei costi della sanità, dovranno offrire un potenziamento della attività specialistica ambulatoriale, aumentando di fatto l’assistenza ai cittadini.

Sarebbe pertanto un controsenso avere a Pieve e ad Agordo più posti letto di degenza per la chirurgia e la medicina di quanti ce ne siano negli ospedali di I livello come Belluno e Feltre, come è stato ipotizzato sulla stampa pochi giorni fa..

Per quanto riguarda poi il ridimensionamento delle strutture ospedaliere con l’eliminazione di reparti importanti (Malattie infettive, Radioterapia, Gastroenterologia, ecc), in rapporto al bacino di utenza, come è stato scritto in questi giorni sui giornali, è lo stesso decreto Balduzzi che fa un distinguo importante, sempre in riferimento al territorio montano, in cui recita che “la variabilità dei bacini di utenza tiene conto dei tempi di percorrenza dei cittadini, calcolata anche con la georeferenziazione , e quindi le regioni dovranno utilizzare i bacini minimi in presenza di territori a bassa densità abitativa e quelli massimi in caso opposto”, questo oltre alla diversa considerazione che il decreto Balduzzi ha nei confronti dei reparti con letti di degenza (Gastroenterologia e Malattie infettive) rispetto ai servizi senza letti di degenza.

Ultimo ma non meno importante, sempre il decreto Balduzzi ci indica di ridurre il personale amministrativo dei presidi ospedalieri sotto il 7 %, ma questo potrebbe andare a scapito della efficienza organizzativa nella gestione del rapporto con l’utente. Allora perché non pensare che se è importante ridurre i costi amministrativi delle ULSS sia arrivato il momento per il nostro territorio di avere una unica ULSS che ci permetta di dimezzare i costi amministrativi ma alle stesso tempo di raddoppiare l’offerta sanitaria per i cittadini della nostra provincia?

Non c’è dubbio comunque che l’attenzione sul punto vada tenuta molto alta, data la delicatezza e l’importanza dell’argomento per la tutela della cittadinanza; riteniamo che il vero interlocutore con la Regione per creare la nuova sanità bellunese sia rappresentata da una Conferenza dei Sindaci allargata, che conosca e rappresenti con forza le problematiche del territorio, avendo a cuore il bene e la salute dei propri cittadini.

Pierenrico Lecis *

* Consigliere di Maggioranza – “InMovimento” – Comune di Belluno

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