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lunedì, Marzo 1, 2021
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Sanità. Appello di Italia Futura Belluno: senza riorganizzazione, le aree “marginali” del territorio saranno spazzate via per essere accorpate ad altre aree “forti” fuori provincia

Una ricerca del Sole 24 Ore sull’esodo dai propri centri sanitari colloca al 62° posto gli abitanti della provincia di Belluno

Il futuro della sanità deve passare attraverso una riorganizzazione del sistema: solo così potranno essere mantenuti servizi di qualità e efficienti ai cittadini.Per Italia Futura Belluno solo con dei tagli mirati, che non risparmieranno neppure il territorio bellunese, la sanità potrà essere migliore.

«Bisogna ragionare su come ottimizzare la gestione delle risorse, dando servizi in sicurezza ai cittadini bellunesi, cosa che rischiamo di compromettere se il territorio non sarà compatto e unito nel presentare una proposta – afferma il dottor Giangiacomo Nicolini , dirigente medico al San Martino e Socio Fondatore di IF Belluno – Bisogna dunque puntare sulle eccellenze, eliminare i doppioni e porre fine all’idea di avere un ospedale sotto casa. La sanità bellunese dovrà garantire interventi salvavita e di emergenza anche al cittadino che abita nella zona più periferica della nostra provincia, sviluppando i collegamenti dei piccoli Ospedali, attrezzati per il primo soccorso, con i centri di eccellenza provinciali e regionali , ponendo particolare attenzione ai servizi di eliambulanza ed ambulanza con personale medico ed infermieristico a bordo».

Il territorio bellunese non può dunque esentarsi dalla riorganizzazione del sistema sanitario lanciata dal Governo Monti che ha evidenziato la necessità di ridisegnare i finanziamenti alla sanità, dovendo far fronte a una riduzione delle risorse pubbliche.

«L’invecchiamento della popolazione, ancor più sentito nelle nostre aree montane, unitamente all’aumento dei costi causato dalla più avanzata ricerca farmaceutica e bio-medica, faranno il resto in termini di aumentata incidenza della spesa sanitaria sul Pil – continua Nicolini – .O guardiamo in faccia la realtà o, a breve, le nostre aree “marginali” e già penalizzate dal rapporto popolazione – ampiezza del territorio saranno spazzate via con un rapido accorpamento alle aree forti, come Treviso, Padova e Venezia».

«Far finta di niente – interviene inoltre Giancarlo Ingrosso, coordinatore provinciale di Italia Futura – invocando il mantra dell’universalismo assoluto e del “non si tocca nulla”, ci porterà ineludibilmente alla pesante penalizzazione dei più deboli prima e via via ad una lunga sequenza di misure sempre più restrittive e di breve respiro fino al depauperamento dell’intero sistema sanitario territoriale».

«Si rende dunque necessario – conclude Ingrosso – che la Regione pubblichi al più presto le schede del nuovo sistema socio sanitario così da dare avvio a un confronto e a una riorganizzazione. Solo così si potrà evitare che i cittadini emigrino massicciamente verso strutture sanitarie fuori dalle proprie provincie (se non anche fuori regione): succede infatti già per molti bellunesi, così come evidenzia un’indagine condotta dal Sole 24 Ore che colloca al 62° posto la provincia di Belluno. Sempre più bellunesi preferiscono farsi curare fuori dalla loro provincia per trovare strutture che garantiscano loro il miglior servizio possibile».

 

 

 

 

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