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domenica, Gennaio 17, 2021
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Il pasticcio della differenziata a Feltre * di Riccardo Sartor (5 Stelle)

Riccardo Sartor

Abbiamo sempre criticato con forza il sistema voluto dalla ex-giunta Vaccari, prima con l’introduzione della calotta per il secco e dopo con l’acquisto di un nuovo camion e delle nuove campane colorate. La cronaca di questi giorni in relazione alla raccolta rifiuti conferma che le nostre preoccupazioni erano più che fondate.

Buona parte dei cittadini di Feltre, pur impegnandosi nel differenziare, è stata beffata dal sistema, e dovrà pagare più indifferenziato di quanto effettivamente conferito. L’imporre un numero minimo di conferimenti è stata una scelta controversa che di fatto non ha premiato i cittadini virtuosi.

Ci preoccupano però soprattutto i costi che si dovranno affrontare il prossimo anno: abbiamo appreso dalla stampa che la frazione plastica rischia di sforare il 22% di scarto (soglia sopra la quale si paga lo smaltimento anziché introitare un ricavo) con il rischio di un forte aumento nelle bollette proprio in virtù della scarsa qualità della differenziata.

Abbiamo sempre rimarcato la differenza fra quantità e qualità della differenziata: la quantità senza la qualità non porta ad alcun risparmio. Un buon sistema di raccolta differenziata deve avere il suo punto di forza nella qualità dei materiali che vengono conferiti. Se al cittadino spetta il compito quotidiano di differenziare i propri rifiuti, la Politica deve predisporre un efficace ed efficiente sistema di raccolta.

L’Amministrazione precedente ha enormi responsabilità nell’aver intrapreso una strada diversa dagli altri comuni della Comunità Montana Feltrina; tale scelta, portata avanti con ostinazione e senza lungimiranza, oggi si dimostra nefasta.

Il sistema dei conferimenti stradali non può garantire la qualità di quanto conferito nei vari cassonetti, poiché non vi è alcuna verifica di quello che ciascun singolo cittadino getta nella plastica, piuttosto che nella carta, o nella frazione secca. E sarebbe assurdo che, a posteriori, si sprechino soldi in sistemi di videosorveglianza delle piazzole ecologiche.

Inoltre, se tutti i Comuni intorno a noi fanno il porta a porta, i furbetti di turno possono tranquillamente scaricare qualsiasi tipo di rifiuto nei nostri cassonetti senza alcun controllo; questo “escamotage” può peggiorare ancor più la qualità della differenziata (soprattutto nella plastica). Nell’attuale situazione una simile problematica è di difficilissima risoluzione ed è la dimostrazione che un buon governo del territorio avrebbe optato per strumenti comprensoriali omogenei.

Una soluzione di tipo porta a porta, invece, permette un controllo preciso di quello che ciascun utente conferisce nel momento in cui l’addetto svuota il proprio bidoncino sull’uscio di casa. E’ proprio questo controllo serrato che permette di avere gradi di purezza molto elevati e quindi di aumentare i ricavi dalla vendita dello stesso, diminuendo i costi del servizio. Lo prova il successo ottenuto in tutti gli altri Comuni del circondario, dove la Comunità Montana ha avviato il porta a porta della plastica, che rappresenta il materiale più frequente nelle nostre case.

Dobbiamo capire come poter far fronte a questa pesante eredità di mala amministrazione. Esiste la possibilità concreta di abbandonare il sistema voluto dall’amministrazione Vaccari senza incorrere in sanzioni o penali, oppure possiamo solo limitarci a “salvare il salvabile”?

Invitiamo l’Amministrazione Comunale a fare le opportune valutazioni per rivedere completamente il sistema, tenendo presente che la grossa sfida su cui è assolutamente indispensabile puntare è la qualità della differenziata, che il metodo del porta a porta soddisfa ampiamente. Il nostro gruppo è pronto a sostenere la Giunta in questa battaglia.

 

Riccardo Sartor

Portavoce-Consigliere Comunale

Movimento 5 Stelle FELTRE

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