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martedì, Ottobre 27, 2020
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Scontri in piazza. Bond e Donazzan: “Noi del Pdl stiamo con gli agenti e i militari”

Elena Donazzan

“Stop alle violenze della polizia? Non capiamo cosa intenda il Ministro Cancellieri: a Padova un poliziotto è stato gravemente ferito da una bomba carta e altri agenti sono rimasti feriti in modo più leggero da altri ordigni artigianali. In altre città uomini appartenenti all’Arma dei carabinieri sono rimasti feriti da una gragnola di sampietrini lanciati dai manifestanti sedicenti studenti! Erano manifestazioni pacifiche?” Se lo domandano Elena Donazzan, assessore al lavoro della Regione del Veneto e il suo capogruppo del Pdl in Consiglio regionale Dario Bond che contestano alla Ministro di non aver espresso solidarietà alle forze dell’ordine impegnate nei servizi di piazza durante la manifestazione europea di metà settimana. “La Ministro oggi se ne esce con una sorta di censura nei confronti di poliziotti e carabinieri”, proseguono Donazzan e Bond. “In realtà ad essere gravemente feriti negli scontri di mercoledì sono proprio le forze dell’ordine”, spiegano i due esponenti del Pdl veneto.

Dario Bond

“Questi uomini che a casa hanno famiglie che li aspettano la sera, a volte per garantire la sicurezza degli stessi manifestanti si sacrificano, subendo ingiurie e violenze che farebbero scattare i nervi di chiunque”, sottolineano Donazzan e Bond, “invece sono lì imperterriti che pensano alla sicurezza di tutti, anche dei facinorosi che li offendono, e se intervengono con scudi e manganelli è a ragion veduta e su ordine dei superiori!”

“Poi come sul caso di via Arenula a Roma vorremmo che fosse fatta piena luce sui fatti di Padova, e vorremmo che venisse data notizia di come sta quell’agente ferito in modo grave!”

“Noi del Pdl stiamo con gli agenti e i militari che questo Governo sta già strapazzando per quanto riguarda il loro status lavorativo e le pensioni”, continuano Donazzan e Bond. “I tagli alla spesa pubblica già pesano sugli strumenti del loro lavoro e sui loro salari; ora con la riforma Fornero il Governo gli equipara ad un normale impiegato della pubblica amministrazione”. E concludono: “Non ci stiamo, perché il loro è un lavoro di grande responsabilità e rischio, elementi che vanno assolutamente riconosciuti. Esigiamo dal Governo più rispetto per gli uomini delle forze dell’ordine!”

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