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La Coppad’Oro delle Dolomiti fa il salto di qualità. La Meet Comunicazione si aggiudica l’asta per 140mila euro l’anno.

Lancia Aprilia di Canè e Galliani vincitori dell’edizione 2012

La Meet Comunicazione srl, con l’offerta record nella storia della gara di 140mila euro l’anno, si è aggiudicata l’asta pubblica bandita dall’Automobile Club di Belluno per la gestione delle prossime cinque edizioni della Coppa d’Oro delle Dolomiti, gara di regolarità per auto d’epoca con capitale Cortina d’Ampezzo.

L’apertura delle buste con le offerte ha avuto luogo lo scorso fine settimana. Meet Comunicazione gode dell’invidiabile esperienza quale organizzatrice della Mille miglia, la più prestigiosa manifestazione d’auto d’epoca, che nella scorsa edizione ha totalizzato 1355 richieste di iscrizioni, di cui 500 iscritte alla gara (375 auto d’epoca + 150 per il Ferrari Tribute to Mille Miglia)con equipaggi provenienti da 25 paesi europei , da Stati Uniti, Argentina, Australia e Giappone. Stiamo parlando della manifestazione al top del settore, tanto per capirci, la quota d’iscrizione 2013 è di 7.500 euro per tre giorni di gara.

Un know-out dunque, che ci autorizza a ipotizzare un autentico salto di qualità anche per la nostra Coppa d’Oro della Dolomiti che per molti anni è stata svalutata rispetto alle potenzialità intrinseche di cui disponeva. Peculiarità che sono state valorizzate per la prima volta nel 2004 e poi alimentate grazie alla intuizione e alla passione dell’allora neo direttore dell’Automobile Club Belluno Gian Antonio Sinigaglia. Che oggi, alla vigilia del suo probabile arrivederci a Belluno per una sede più importante, raccoglie il successo della sua scommessa personale, talvolta snobbata da chi non possedeva la sensibilità in questo settore di nicchia.

La storia

La Coppa d’Oro delle Dolomiti affonda le sue radici nella tradizione delle gare motoristica delle strade di montagna. Nel 1898 si svolge la prima Corsa delle Alpi del Tirolo Meridionale organizzata dall’Automobile Club di Vienna. Nel 1914 la gara diventa Trofeo delle Alpi organizzata dall’Automobile Club d’Austria. Nel 1929 nasce la Coupe des Alpes da cui deriverà il Rallye des Alpes e che nelle edizioni anteguerra lambirà le Dolomiti. Sempre del 1929 è la Coppa delle Venezie organizzata dagli Automobil Club delle Tre Venezie e la Salita Cortina – Passo Tre Croci, entrambe sulle Dolomiti, di cui è rimasta memoria solo nel Libro verbali del Consiglio direttivo dell’Automobile Club di Belluno. La Coppa Internazionale delle Dolomiti (dall’Edizione del 1951 divenuta Coppa d’Oro delle Dolomiti) nasce nel 1947 da un’idea dell’allora presidente dell’Automobile Club Belluno Ferruccio Gidoni, che nell’immediato secondo dopoguerra organizza proprio sulle Dolomiti una competizione di grande richiamo internazionale. . Per 10 anni, fino al 1956 è una gara di velocità. La decima ed ultima edizione è vinta da Giulio Cabianca con la Osca Mt 4 1500 che innalza la media a 100,417 Km/h (nel 1947 era di 76,492). Ma il 12 maggio del 1957 alla Mille Miglia scoppia un pneumatico della Ferrari del marchese spagnolo Alfonso De Portago che sfreccia a 270 Km/h. Muoiono 9 spettatori tra i quali 5 bambini, oltre al pilota e il suo secondo. Le corse di velocità vengono interrotte e nasce la formula di gara di regolarità con controlli orari. Dal 2001 la Coppa d’Oro delle Dolomiti viene ripresa dall’Automobile Club Belluno, come gara di regolarità iscritta al Calendario Internazionale Aci-Csai. Generalmente si svolge il primo week-end di settembre, con partenza e arrivo a Cortina d’Ampezzo, attraverso un percorso che si snoda tra i più suggestivi panorami delle Dolomiti. La manifestazione, negli ultimi anni è cresciuta ed è diventata internazionale, con la partecipazione di equipaggi provenienti dal Giappone, dalle Bahamas, dagli Stati Uniti d’America, dall’Austria e dalla Svizzera. Rilevante anche il parco veicoli, una per tutti, la magnifica Ferrari 860 Monza del 1956 di Norberto Ferretti e Susanna Martinis. Le stesse auto, insomma, che si sfidavano nelle polverose strade degli anni ’50 attraverso i passi dolomitici. E che con il passare del tempo hanno accresciuto il loro fascino trasformandolo in pura seduzione.

Roberto De Nart

 

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