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Quero e Vas si fondono in un solo Comune. Ciambetti: “Così si fa l’interesse dei cittadini”

Roberto Ciambetti

Due nomi, un solo comune, quello di Quero Vas: nella sua ultima seduta la Giunta regionale del Veneto, su proposta dell’assessore Roberto Ciambetti, ha infatti dato il via libera al disegno di legge per la fusione dei due enti locali della Provincia di Belluno.

“Sono state le due amministrazioni comunali del Feltrino – spiega Ciambetti – a chiedere alla Giunta regionale di promuovere questo disegno di legge: un esempio di responsabilità e lungimiranza che sarà seguito da altri, come naturale punto d’arrivo delle positive esperienze di associazione delle funzioni maturate nel corso degli ultimi anni. D’altro canto è stata proprio la Regione del Veneto con l’approvazione della legge n. 18 del 2012, che prevede di realizzare un piano complessivo di riordino territoriale, a incentivare e sostenere l’associazionismo e la fusione di Comuni”.

 

I due Comuni hanno avviato il processo di fusione non prima di aver informato e consultato le forze associative, economiche e sociali presenti nel loro territorio, organizzando lo scorso marzo una seduta informale congiunta dei due consigli comunali aperta agli interventi e al contributo dei cittadini. “Questa soluzione – sottolinea l’assessore regionale – è quindi la logica conseguenza dell’integrazione di due comunità che già vivono in proficua armonia”.

Quero, che ha una popolazione di circa 2.300 abitanti e Vas, che di residenti ne ha poco più di 800, da oltre un decennio hanno dato vita all’Unione dei Comuni del Basso Feltrino – Sette Ville, costituendo di fatto un’aggregazione che ha portato innegabili vantaggi sul piano gestionale, organizzativo e di razionalizzazione delle risorse economiche, attuando insieme funzioni amministrative generali e di polizia locale, in materia di istruzione, cultura, ambiente e territorio, viabilità e trasporti, oltre che nel campo turistico, sociale e dello sviluppo economico.

 

“Questo percorso di fusione – conclude Ciambetti – rappresenta la soluzione ottimale per risolvere le problematiche, soprattutto economiche, dei piccoli Comuni. Voglio ricordare che sia la normativa regionale di riordino territoriale, sia quella statale, come ad esempio le disposizioni relative alla cosiddetta spending review, premiano questo genere di processi aggregativi, attraverso finanziamenti aggiuntivi e trasferimenti più consistenti. La Regione del Veneto ha stanziato per il 2012 oltre 3 milioni di euro per incentivare l’esercizio associato di funzioni e servizi e la fusione dei Comuni”.

Il disegno di legge sarà ora trasmesso alla Conferenza permanente Regione-Autonomie locali per il parere e sarà poi il Consiglio regionale ad approvarlo definitivamente.

 

 

 

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