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Aperti i termini dalla Regione per le domande di finanziamento attivazione contratto di mobilità

E’ attiva la sperimentazione del “Contratto di mobilità” promosso dalla Regione nel quadro della strategia delineata dalla delibera della giunta veneta n. 1675/2011 “Valorizzazione del Capitale Umano. Politiche per l’occupazione e l’occupabilità”. Il Progetto mira a sperimentare percorsi innovativi per favorire la ricollocazione dei lavoratori espulsi dai processi produttivi. Con l’attuale crisi occupazionale, non sussistono più le condizioni per accompagnare i lavoratori ad uscite “indolori”dal mercato del lavoro (pre-pensionamenti, uscite volontarie incentivate) quindi le tradizionali politiche di accompagnamento alla rioccupazione diventano meno sostenibili per la maggiore entità di lavoratori coinvolti, per le minori disponibilità di nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato, nonché per le minori disponibilità economiche delle aziende nel favorire i processi di uscita volontari.

La conseguenza è che oggi molti piani di ristrutturazione diventano lo strumento per garantire la ”mera” parte passiva della difesa del reddito del lavoratore. La Regione, invece, vuole rendersi promotrice di politiche attive che stimolino e agevolino la ricollocazione anche verso segmenti e settori produttivi diversi da quello di provenienza del lavoratore. La sperimentazione del “Contratto di mobilità”, che ha durata di dodici mesi, è perciò finalizzata allo spostamento dell’impegno dalle politiche passive a sostegno del reddito, alle politiche attive che incentivino il rientro dei lavoratori disoccupati nel circuito produttivo, evitando da entrambe le parti, lavoratore e impresa, la persistenza nello stato di inoccupato sussidiato, preludio alla formazione anche nel nostro territorio di disoccupazione strutturale e di lavoro irregolare.

Nel concreto si tratta di poter prevedere, laddove si prefigurano esuberi strutturali, in sede di accordo sindacale di gestione delle crisi aziendali e ad integrazione dei piani di reimpiego aziendali, la possibilità per i lavoratori in esubero di aderire su base volontaria ad un percorso di mobilità strutturato e gestito dai Servizi per il lavoro. In tal modo andrebbe a strutturarsi un “meccanismo di tutela e protezione” del lavoratore in esubero, tale che per lo stesso lavoratore sia più ”conveniente” economicamente, optare per un percorso di mobilità “assistita”, piuttosto che per una cassa integrazione che, pur garantendo un reddito, rischia di favorire lunghe assenze dai percorsi lavorativi formativi.

La sperimentazione del “Contratto di mobilità”, che può contare sullo stanziamento di 500 mila euro, è rivolta ai lavoratori residenti nel territorio del Veneto posti in cassa integrazione straordinaria per riduzione, cessazione o fallimento dell’attività produttiva, con ammortizzatore in scadenza nel 2012 e quelli, residenti nel medesimo territorio, posti in cassa integrazione in Deroga per esubero nel 2012.

Il contratto di mobilità prevede un massimo di sei mesi di “percorso di riqualificazione aziendale” nel corso del quale il lavoratore ha diritto ad una indennità mensile pari a 400 euro aggiuntiva alla indennità di mobilità, a fronte della sua effettiva partecipazione a “tirocini di riqualificazione in azienda e ad un voucher formativo per la partecipazione ad eventuali corsi di formazione riconosciuti nel limite massimo di 1.200 euro previa sottoscrizione del percorso formativo da parte dell’impresa.

 

 

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