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Si chiude positivamente la stagione 2012 di Dolomiti contemporanee

Gianluca d’Incà Levis

Con la chiusura del Blocco di Taibon (22 ottobre) e di Bilico a Casso (4 novembre), si è conclusa la stagione estiva/autunnale di Dolomiti Contemporanee, la rassegna d’arte moderna ideata dall’architetto Gianluca D’Incà Levis.

Tra il 4 agosto e il 4 novembre, DC NEXT ha prodotto 17 eventi espositivi, coinvolgendo un centinaio di artisti, venuti da tutta Italia e dall’estero ad operare nel contesto dolomitico, all’interno dei siti attivati appositamente quest’estate.

I due siti principali sono stati l’ex Fabbrica Visibilia, a Taibon Agordino (Bl), e l’ex Scuola elementare di Casso (Erto e Casso, Pn), chiusa dal giorno del Vajont.

La fabbrica di Taibon, rinominata Blocco di Taibon, è stato il fulcro della stagione: qui è stata attivata una Residenza, che nel corso dell’estate ha ospitato quasi 100 tra artisti, giornalisti, galleristi, molti dei quali venuti appositamente da lontano, dando loro vitto e alloggio.

Gli spazi di questa fabbrica chiusa da 10 anni sono stati rimessi in sesto, e sono divenuti, per tre mesi, spazi espositivi, nei quali curatori e artisti hanno prodotto 13 esposizioni, alle quali i media di settore (riviste come Artribune, Exibart, Espoarte, Areaarte, Kritika, ecc.), hanno dedicato molta attenzione, e che hanno portato a Taibon un pubblico eterogeneo, fatto di appassionati d’arte e di montagna, venuti dalla Provincia di Belluno e da ogni altra parte d’Italia.

La fabbrica, chiusa e ferma, è stata trasformata in un luogo attivo, in una stazione di scambi, nella quale l’arte si è sposata con i luoghi, creando relazioni con la comunità, e consentendo la creazione di decine d’opere d’arte originali, molte delle quale espressamente dedicate a temi connessi all’identità ed alla cultura alpina e dolomitica (come ad esempio Agner, opera realizzata grazia al supporto di Salewa).

Le opere sono state realizzate grazie all’aiuto di centinaia di soggetti, pubblici e privati, che hanno appoggiato e sostenuto a diverso titolo (Patrocini, finanziamento pubblico, regalie e liberalità, supporti logistici, cessione di materiali ed opere) il progetto: i sostenitoti di DC sono ormai circa 120, tra di essi molte industrie della Provincia di Belluno, ma anche importanti aziende dal profilo internazionale.

Questa rete aperta consente di realizzare progetti teoricamente assai onerosi, rendendoli economici: i budget di DC infatti non sono adeguati alla quantità e qualità delle iniziative.

A Taibon sono passate circa 6.000 persone, che sono molte, se si pensa alla totale delocalizzazione di questo sito, fino ieri ignoto ai più.

Il grande lavoro, intellettuale, culturale, artistico, mediatico, di interazione sociale, prodotto, ha portato a due tipi di risultati: da un lato, il progetto Dolomiti Contemporanee è cresciuto, ottenendo l’attenzione dei media nazionali, e affermandosi come uno dei progetti d’arte contemporanea legati all’ambiente più originali e forti nel panorama nazionale; dall’altro, il progetto ha dimostrato di saper condurre a dei risultati ulteriori, innescando dinamiche produttive e reazioni virtuose. A meno di un mese dalla chiusura del Blocco di Taibon, seconda Cittadella dell’arte edificata da DC dopo la Sass Muss del 2011, tre attività produttive si sono già insediate nella fabbrica di Taibon.

Diverse altre trattative sono tutt’ora in corso: la fabbrica di Taibon, chiusa da anni, grazie all’azione di “rivitalizzazione” compiuta dall’arte, che per tre mesi vi ha riportato la gente, viene riaffittata, e torna ora a vivere.

L’arte ha prodotto un risultato concreto, innescando delle reazioni benefiche per il territorio, e dimostrando di poter essere uno strumento di rilancio efficace per siti e risorse dismessi e depressi.

Altre iniziative sono state realizzate all’interno del programma DC NEXT a Belluno (giugno, Palazzo Crepadona) ed a Cortina d’Ampezzo (la mostra Giocando con le Regole, che tra il 9 agosto e il 15 settembre si è svolta presso il Museo delle Regole). L’area di Cortina sarà ancora luogo d’azione per DC: uno dei siti sui quali si sta ipotizzando un progetto, è l’ex Villaggio Eni di Borca di Cadore, progettato dall’architetto Ghellner, del quale parleremo a breve.

Gianluca D’Incà Levis sarà ospite del Museo Mario Romoldi di Cortina il prossimo dicembre, in un incontro pubblico nel quale si parlerà della fabbriche già riattivate dal progetto DC, e di quelle su cui si sta già lavorando in prospettiva 2013, i prossimi cantieri.

Il secondo spazio centrale dell’estate/autunno DC NEXT, è stato il Nuovo Spazio espositivo di Casso. La capacità dimostrata da DC di “riattivare tessuti necrotici”, riaprendo fabbriche chiuse e complessi industriali abbandonati, ha condotto all’assegnazione, da parte dell’Amministrazione di Erto e Casso, dell’incarico di riavviamento e gestione permanente di questo formidabile sito, in Provincia di Pordenone, appena oltre il confine con il Veneto.

La prima mostra ivi realizzata da DC, Bilico, ha condotto a Casso, in 7 settimane, quasi 2.000 persone.

Nel complesso, le persone movimentate dalle iniziative di DC in questi mesi, sono state oltre 10.000.

Nei prossimi mesi, molte saranno le nuove iniziative, che condurremo dentro e fuori Provincia, in Italia e all’estero.

Parallelamente, lavoreremo sui nuovi siti dolomitici, in cui operare nel 2013, e continueremo a proporre iniziative nel Nuovo Spazio espositivo di Casso, nel quale si avvierà una programmazione stabile.

Il progetto Dolomiti Contemporanee cresce, si espande: esso costituisce un modello nuovo in Italia, nel quale la cultura e l’arte riescono, in modo pragmativo e funzionale, a interagire con le altre funzioni, produttive e sociali, contribuendo a generare momenti di vitalità per il territorio, e operando sul “brand Dolomiti” e sulle risorse sottoutilizzate in modo creativo ed efficace.

 

 

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