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lunedì, Ottobre 26, 2020
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Provincia di Belluno: un primo risultato è stato certamente raggiunto

Ai detrattori e agli ipercritici del mantenimento della Provincia di Belluno, pur con la doverosa cautela (il decreto deve essere convertito in legge e le imboscate sono purtroppo sempre possibili) desidero ricordare che un primo risultato è stato certamente raggiunto.

Quanto paventato dal sottoscritto su queste colonne i primi di agosto, ma ribadito anche da altri illustri interventi successivi, non avrebbe più motivo di accadere (condizionale d’obbligo in Italia).

Mi riferisco alla successiva soppressione di uffici periferici statali presso il nostro capoluogo e loro trasferimento in altra sede, nel caso ci fosse stato l’accorpamento con un’ altra Provincia. Sarà questo, per chi non l’avesse ancora capito, l’effettivo risparmio cui tende il decreto legge in questione.

Realtà come, ad esempio, Prefettura, Questura, Comando provinciale dei Carabinieri, della Guardia di Finanza o dei Vigili del fuoco, Ufficio delle Entrate ed Iva, Tribunale e relativi uffici giudiziari, Magistrato alle acque e Genio civile, vari uffici del Ministero del Tesoro, Motorizzazione civile, Direzione provinciale Inps ed Inail, Camera di Commercio, Comando provinciale dell’Azienda di Stato per le foreste demaniali, della sede distaccata di Belluno dell’Anas,…verrebbero soppresse con uno stillicidio di chiusure impossibile da contrastare.

Se ne sta accorgendo in questi giorni lo stesso Leonardo Muraro, Presidente della ex Provincia di Treviso, che sconsolato chiede numi a proposito a destra e manca. Per lui una “nemesi storica” a poco tempo di distanza da quando baldanzosamente si proponeva di assumere le deleghe anche per la nostra Provincia.

Forse i cittadini della Valbelluna o del Feltrino non avrebbero avuto grosse difficoltà a raggiungere il nuovo capoluogo. Ma i nostri conterranei delle Terre Alte dovrebbero dovuto sicuramente sobbarcarsi viaggi allucinanti nella “bassa”, considerate le pessime linee di comunicazione esistenti.

Ai miei concittadini bellunesi rammento inoltre che la nostra città sarebbe stata la realtà più penalizzata dal punto di vista lavorativo (centinaia di posti di lavoro spariti) e conseguentemente commerciale. E’ poco?

Tomaso Pettazzi – Movimento Bard Belluno Autonoma Regione Dolomiti

 

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