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mercoledì, Maggio 29, 2024
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Compromessa tutta la produzione di fagioli * di Laura Solinas

Spettabile redazione, ho seguito con in interesse la copertura che avete dato alla grave situazione in cui versa la coltivazione dei fagioli in Valbelluna. { naturale che la scorsa settimana l’attenzione si sia concentrata sui Lamon, i cui produttori sono stati coraggiosi e bravi nel riuscire a fare la tradizionale festa.

Come rappresentante dei produttori di fagiolo Gialet della Valbelluna – presidio Slow food, ci tengo a far presente che il problema è di tutti i fagioli. Oltre alle ottime cultivar di Lamon ci sono diverse altre varietà di assoluto pregio, in fase di riscoperta e moltiplicazione, che proprio per l’esiguità delle coltivazioni rischiano di scomparire. Alcune hanno rilievo internazionale come i Gialét, anche grazie al riconoscimento come presidio Slow Food; il Bonel è stato recentemente riconosciuto “a rischio di erosione genetica” dalla Regione; i bala rossa hanno appassionati estimatori non solo in valle; altre ancora sono ecotipi localissimi, rari e di antica tradizione, realmente a rischio di estinzione.

Il fatturato che generano direttamente è piccolo, anche se alcuni coltivatori che coraggiosamente avevano puntato su questa coltura si trovano con perdite molto elevate. Il fattore di leva come supporto al territorio – diversificazione agricola, gastronomia, turismo – è elevato, soprattutto il turista si aspetta già di trovare specialità non reperibili altrove, e non fargliele trovare farebbe perdere molto più dell’investimento necessario a tamponare la situazione ora, e soprattutto a elaborare un piano per uscirne, e proteggersi meglio dai cambiamenti climatici che iniziano a colpire anche qui.

Invito quindi anche politici e cittadini a riconoscere quello che molto responsabilmente abbiamo fatto in qualità di coltivatori: ci siamo uniti per cercare di mettere a punto soluzioni comuni, perché il problema riguarda la coltivazione tutta del fagiolo in valle.

Le misure da prendere devono riguardare tutti i coltivatori, compresi – con ovvie graduazioni -anche gli orti famigliari: altrimenti vanificheremmo l’eccellente lavoro che molti sono decisi a intraprendere per non abbandonare questo tipo di coltivazione. L’individuazione delle azioni ha bisogno di un supporto tecnico per elaborarne di realmente efficaci e mirate, e politico per sostenere anche economicamente questo sforzo, che riteniamo sia da considerare un investimento i cui effetti verranno goduti da tutto il territorio.

Laura Solinas – Presidente Associazione per la tutela del fagiolo Gialét della Valbelluna – presidio Slow Food

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