Dolomiti Ambiente un altro pezzo di patrimonio pubblico sta per essere (s)venduto al “salvifico privato”. Così oltre al danno la beffa,dopo gli ingenti investimenti pubblici,ora che l’impianto è tecnologicamente avanzato, è in grado di essere efficiente e di produrre anche utili,si vende e questi benefici andranno a vantaggio del “privato”che, magari, se ne attribuirà anche i meriti.
Per dare sostanza a queste affermazioni bisogna fare una piccola e breve ricostruzione dei passaggi salienti degli ultimi 2 anni:
giugno 2010 Dolomiti Ambiente accende un mutuo di 6 milioni di euro per la realizzazione di un biodigestore scelta più che condivisibile sia in un ottica ambientale, sia energetica e fatta anche perché avrebbe prodotto utili per circa un milione e mezzo di euro ricavati dalla vendita dell’energia prodotta (l’impianto nel tempo si sarebbe ripagato da solo e poi gli utili sarebbero stati tutti dell’azieda che,essendo pubblica,sarebbero andati a vantaggio della collettività);
aprile 2011 l’impianto è ultimato e inizia una breve fase di collaudo e rodaggio;
luglio 2011 l’impianto è ufficialmente in rete e produttivo;
aprile 2012 la svolta: in applicazione della “Delibera del Commissario Straordinario del 7/2/2012, viene modificato lo statuto della società ( viene cancellato il comma 3 art 5 che garantiva la maggioranza azionaria pubblica) consentendo la vendita al privato, anche totale, della quota azionaria della Provincia.
Con questo passaggio si chiude il cerchio, a questo punto era chiaro a chiunque avesse voluto intendere quale sarebbe stato l’approdo finale di tale scelta.
Ma, purtroppo c’è sempre un MA , nessuno, tranne qualche eccezione che purtroppo non viene mai presa in considerazione, ha voluto capire ; salvo svegliarsi oggi, a pochi giorni dalla scadenza per la presentazione delle offerte, per denunciare il grave pericolo e i probelemi che verranno a crearsi per tutto il “Bellunese” con tale cessione.
Così non ci rimane che constatare come ancora una volta la classe politica e dirigente nostrana sia inconsistente e incapace di affrontare e risolvere (almeno tentare) per tempo i problemi che affliggono questo territorio, a danno di noi cittadini che come sempre saremo chiamati a pagare il conto sempre più salato per dei servizi che, nonostante i sostenitori delle privatizzazioni, sono e rimangono essenziali.
Infine una domanda: con quale criterio si è stabilito il prezzo di vendita di 1.999.348 euro ,quando solo il biodigestore,appena installato, vale 6 milioni di euro e sono stati stimati utili per un milione e mezzo di euro annui solo dalla vendita dell’energia prodotta ai quali andranno aggiunti i benefici che saranno prodotti dall’accordo con Veneto Agricoltura ? A chi giova tutto ciò???
Stefano Messinese
