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Parte da Belluno la lotta contro la burocratizzazione delle assunzioni: i consulenti del lavoro protestano contro l’Inps

Se l’utilizzo dell’autocertificazione, esteso per legge, ha semplificato il rapporto del privato cittadino con gli enti pubblici, lo stesso non può dirsi per gli imprenditori e i lavoratori che per finalizzare un’assunzione e richiedere le eventuali agevolazioni si ritrovano ad autocertificare dati già noti alla pubblica amministrazione. Ennesimo eccesso di burocratizzazione che porta i consulenti del lavoro, che gestiscono le pratiche di assunzione come intermediari, a dispendiose perdite di tempo. Per questo l’Unione provinciale di Belluno dell’Ancl, il sindacato unitario di categoria, ha promosso fra i suoi associati iniziative di protesta formale contro l’Inps.

In particolare, i consulenti del lavoro dell’Ancl di Belluno contestano la procedura per far riconoscere le agevolazioni contributive agli imprenditori che assumono un lavoratore in mobilità, esempio di quelle doppie comunicazioni spesso richieste dalla burocrazia. Il consulente del lavoro, infatti, deve procurarsi un’autocertificazione da parte del lavoratore, in cui questi dichiara di essere iscritto alle liste di mobilità, per ottenere dall’Inps il codice identificativo della pratica di assunzione, necessario a completare la richiesta di riconoscimento delle agevolazioni. «Le liste di mobilità sono aggiornate dai Centri per l’impiego, che sono enti pubblici come l’Inps – spiega Roberto Entilli, presidente dell’Ancl Belluno – I dati che ci chiedono sono già in loro possesso. Tutta la procedura dell’Inps non ha niente a che vedere con la semplificazione e le aziende continuano a sostenerne i costi». Senza contare il procedimento macchinoso per inoltrare l’autocertificazione. Per questo l’Ancl di Belluno, qualora si manifesti il caso specifico, ha invitato i propri associati a inviare una lettera di diffida all’istituto: «Pretendiamo che l’Inps ci dia il codice per chiudere la richiesta delle agevolazioni contributive, senza produrre un documento e seguire una procedura telematica perfettamente inutile – conclude Entilli – Le aziende dovrebbero essere parificate al cittadino e vedersi riconoscere quell’agevolazione che si chiama semplificazione».

 

* L’Associazione nazionale consulenti del lavoro – Ancl-Su è il sindacato unitario di categoria. Sul territorio nazionale Ancl-Su è presente con attualmente 92 unioni provinciali e 20 consigli regionali, e conta 7mila iscritti. In Veneto i consulenti del lavoro associati ad Ancl sono mille, metà dei consulenti del lavoro iscritti agli Ordini provinciali nella regione.

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