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sabato, Aprile 13, 2024
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Provincia utile se di primo grado e rafforzata nelle sue competenze * di Michele Carbogno

Sicuramente Avatar, la pellicola di maggior successo dell’ultimo decennio, è stato un buon prodotto cinematografico, ma resta pur sempre un film di fantascienza.

Leggendo le dichiarazioni dei molti che sono intervenuti in queste settimane a difesa della Provincia di Belluno, si ha tuttavia l’impressione che forse, pensando di emulare le battaglie di quel film, qualcuno confonda davvero realtà e fantasia.

Da decenni ci battiamo per avere una provincia più forte, che possa competere con i nostri vicini del Trentino – Alto Adige e pure del Friuli; una provincia che possa giocare la propria partita e che non venga sopraffatta dal loro strapotere, prima di tutto economico ma anche legislativo. Ora, di fronte alla possibile eliminazione di Belluno, cosa partoriscono i nostri rappresentanti istituzionali locali? Un ordine del giorno in cui si chiede al Governo di riconsiderare il parametro della cittadinanza, lasciando in vita Belluno, anche se dovesse essere trasformata in ente di secondo grado.

Ma qualcuno, soprattutto quelli che già da tempo la definivano un ente inutile, si è reso conto che una Provincia di secondo grado non servirebbe a nulla?! Quel qualcuno ha pensato che le vicinanti province, in quanto speciali, resteranno di primo grado?! Se già oggi contrapponiamo ai missili nucleari dei vicini qualche vecchio fucile, domani con un ente di secondo grado (ammesso e non concesso che Belluno resti) sarà come imbracciare archi o lance arrugginite.

Se crediamo che la Provincia, soprattutto in un territorio montano come il nostro, serva per svolgere funzioni di programmazione e coordinamento di quelle molteplici attività a cui i piccoli comuni non possono dar seguito, allora dobbiamo batterci per un suo potenziamento, lasciandola di primo grado e dotandola di mezzi importanti, in primis accorpando le competenze sparse in altri enti e dandole una maggiore autonomia finanziaria, chiedendo anche alla Regione, che nel suo Statuto ne ha riconosciuto la specificità, di garantire la copertura dei costi aggiuntivi correlati alla particolarità del territorio.

Accontentarsi invece di un nuovo ente di secondo grado, dove spesso si è governati da una esigua minoranza (visto il principio “una testa un voto” per il quale il sindaco di una città conta come il sindaco di un paese che rappresenta un numero di abitanti inferiore a quello di un condominio cittadino) servirebbe a poco o nulla. Significherebbe solo illudersi: le nostre scarse frecce infatti si perderebbero nel vuoto, anche perché non potremmo neppure sfruttare l’aiuto di qualche animale alato sul quale potevano se non altro appoggiarsi gli omoni blu di Pandora.

Michele Carbogno – Belluno Protagonista

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