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Per salvare la Provincia, Paolo Bampo chiede il gesto dimostrativo delle dimissioni ai politici

Paolo Bampo

Era il 1989 quando inviai circa 1100 lettere ai vari amministratori provinciali e comunali di Belluno. Il mondo politico iniziava a mostrare le proprie debolezze ed i propri vizi.

Volendola vedere, poteva già allora essere notata la questione morale che nel volgere di 3 anni avrebbe portato ad una (apparente) caduta della cosiddetta Prima Repubblica.

In quella missiva chiedevo ai nostri amministratori locali di non farsi coinvolgere nel crollo che sarebbe certamente avvenuto. Auspicavo che essi, da bellunesi, non legassero il proprio destino a quello dei partiti nazionali (allora erano ancora in auge tutte le sigle storiche della partitocrazia), li invitavo a restituire le tessere di partito e a dare le dimissioni dai loro incarichi pubblici, per tornare a nuove elezioni con simboli più vicini alle realtà locali.

Probabilmente l’illusione che il vulcano potesse non eruttare ed i tempi della mia preoccupazione, forse non ancora maturi, fecero sì che la richiesta cadesse, quantomeno, nell’indifferenza.

Solo un amministratore dell’agordino condivise l’iniziativa ed accettò l’invito rassegnando le proprie dimissioni. Il crollo poi arrivò, ma la genuinità bellunese fortunatamente salvò dal peggio, nonostante tutto, i nostri politici.

Veramente in pochi furono , infatti, travolti dalla lunga serie di scandali che evidenziò la corruzione del mondo politico italiano. Tra questi ci fu chi cadde in buona fede e ci fu invece chi, per i propri contatti, fece da capro espiatorio locale per il sistema. Oggi però il sistema politico è nuovamente in crisi.

E questa volta ci riguarda molto da vicino. Riguarda decisioni che l’Italia prende sulla nostra testa. Con la cancellazione della Provincia, non è in discussione la sopravvivenza dei nostri politici. È in ballo la conservazione di una bandiera ed il mantenimento della dignità dei popoli che vivono nelle nostre valli.

È per questo motivo che, a distanza di 23 anni, ho sollecitato nuovamente i nostri amministratori con una richiesta di dimissioni.

Spero che i sindaci bellunesi non si fidino ed affidino a chi, fingendo il proprio sdegno, elargisce promesse di impegno e chiede fiducia su una, pur difficile, soluzione positiva riguardante la sopravvivenza della Provincia. Queste sirene in realtà rappresentano l’altra faccia di quello stesso sistema che sta portando alla cancellazione della nostra storia e della nostra identità. Le dimissioni che pertanto richiedo ai sindaci rientrano in una strategia tesa al rafforzamento dell’unitarietà del tessuto politico bellunese.

Esso deve avvenire attraverso la comunione di intenti riconducibile ad un partito territoriale di cui i sindaci possono essere elementi trainanti.

Paolo Bampo

 

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