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I professionisti della finta autonomia: la proposta di legge Dozzo per l’autonomia del Veneto. E quella volta che Bossi fermò l’autonomia

Parliamo di autonomia. E di Gianpaolo Dozzo, capogruppo della Lega alla Camera dal febbraio 2012 per “rompere” il famoso cerchio magico intorno a Bossi, uomo gradito a Maroni e anche vicino a Zaia. 30 anni di militanza nella Lega Nord e 4 legislature in Parlamento.

A marzo dello scorso anno Dozzo è stato il primo firmatario di una proposta di legge per far diventare anche il Veneto una regione a statuto speciale.

Le ragioni della richiesta di autonomia e la sua formulazione le conosciamo, sono le solite, una Regione a statuto speciale, per avere una vera autonomia come Trento e Bolzano in tema di sanità, trasporti, istruzione, fisco. Il Veneto, regione con oltre 18mila Kmq di estensione e 5 milioni di abitanti nei 581 comuni delle province di Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza, incuneata tra due Regioni ad autonomia speciale, e quindi afflitta da sperequazioni sia nell’esercizio delle funzioni esecutive sia nel regime fiscale che la penalizzano rispetto al Trentino-Alto Adige e al Friuli Venezia Giulia. Dozzo, nel sostenere le ragioni dell’autonomia, invoca anche lo statuto regionale del 1971 contenente il principio di autogoverno del popolo veneto da attuare in forme rispondenti alle caratteristiche e tradizioni della sua storia.

Insomma, un impianto ineccepibile per vedere riconosciuta l’autonomia alla Regione Veneto. Tutto condivisibile, se non ci fosse un precedente che pesa come un macigno nella storia della Lega Nord.

Quattordici anni fa, infatti, nell’aprile del 1998, fu il grande capo Bossi a boicottare in Parlamento il voto per un Veneto autonomo. Poi cacciò Comencini e altri, fautori della Risoluzione n.42 sul diritto di autodeterminazione dei popoli (Regione Veneto 22 aprile 1998). Ma quella è un’altra storia.

Ciò che interessa sottolineare è il voto in Parlamento in quei primi di aprile del 1998, che bocciò lo Statuto speciale alla Regione Veneto.

Nella Lega ci furono 22 sì all’autonomia e 35 assenti (1 in missione). Forza Italia 86 sì, 5 no, 1 astenuto, 1 missione, 18 assenti. Alleanza Nazionale 29 sì, 19 no, 18 astenuti, 1 missione, 24 assenti. CCD 1 sì, 2 no, 5 assenti. CDR 10 sì, 17 assenti. PPI 4 sì, 42 no, 7 in missione, 14 assenti. PDS 4 sì, 132 no, 1 astenuto, 11 missione, 20 assenti. Rifondazione Comunista 27 no, 7 assenti.

Anche Dozzo quella volta non partecipò al voto per l’autonomia del Veneto di cui oggi è primo firmatario, assente giustificato, intendiamoci, era ricoverato in ospedale.

 

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