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Le Guide alpine in festa a Cortina mercoledì 15 agosto. La storica piazza Venezia verrà intitolata ad Angelo Dibona, il più grande alpinista di sempre. «Perché Cortina è montagna, è roccia, è Sostanza».

panorama delle Dolomiti dal Sorapis

Torna a Cortina d’Ampezzo l’annuale festa delle Guide Alpine della montagna veneta. Appuntamento mercoledì 15 agosto con un evento che appartiene alla tradizione e che ogni anno trova uno speciale motivo di interesse. Nel corso dell’ultima edizione sono state premiate le Guide alpine che, con la loro attività, hanno contribuito a valorizzare questa figura professionale. Quest’anno focus sulla cultura. Un riconoscimento speciale sarà conferito a uno studioso di storia dell’alpinismo. Il nome non è stato ancora reso noto. Le Guide alpine e i rappresentanti di Cai, Soccorso alpino, Scoiattoli, Giovane Montagna, Maestri di sci si incontreranno alle ore 19.45 in Piazza Pittori Fratelli Ghedina. Dopo il tradizionale brindisi augurale, tutti insieme, percorreranno Corso Italia fino a piazza Venezia che, proprio in quest’ occasione, cambierà nome in Angelo Dibona, la più grande guida alpina di sempre. Prosegue la sfilata, aperta dal Corpo Musicale di Cortina con alcuni brani musicali della tradizione dolomitica.

All’inaugurazione della piazza saranno rivolti gli interventi del sindaco Andrea Franceschi, del presidente delle Guide alpine di Cortina Luca Dapoz, e del presidente degli Scoiattoli e di CortinainCroda Mario Lacedelli. Al presidente delle Guide alpine del Veneto Lio De Nes spetterà il compito di illustrare la decisione di conferire un riconoscimento speciale «alla memoria storica dell’alpinismo».

Il concerto del Corpo musicale di Cortina d’Ampezzo intratterrà tutti i partecipanti.

La richiesta di intitolare piazza Venezia, da sempre sede di grandi eventi, ad Angelo Dibona era stata inoltrata al Comune a firma di Mario Lacedelli, in qualità di presidente degli Scoiattoli e di CortinainCroda, e di Franco Gaspari, in qualità di presidente delle guide alpine di Cortina. L’amministrazione si attivò subito per far partire l’iter. E mercoledì finalmente la cerimonia di intitolazione si concluderà con l’esposizione della targa.

Il sindaco Andrea Franceschi: «Per tutta una vita ha aperto vie che nessuno aveva calcato prima di lui e anche adesso, a tanti anni dalla sua scomparsa, Angelo Dibona ci fa da guida verso la montagna. L’ex piazza Venezia che prenderà il suo nome, grazie alla proposta da Guide Alpine, Scoiattoli e CortinainCroda, che ho abbracciato con pieno entusiasmo, non sarà, perciò, un punto di arrivo, ma di partenza verso quella montagna cui Cortina appartiene e, alla quale ha deciso di ritornare. Perché Cortina, anche se a volte il clamore mediatico l’ha fatto passare un po’ in secondo piano, è montagna, è roccia, è Sostanza. Cortina ritorna alla montagna perché Cortina è la montagna. Il ricordo di Angelo Dibona, pieno di rispetto e ammirazione verso quest’uomo riservato che ha lasciato poche notizie di sé e tantissime tracce della sua opera, sarà, per tutti noi e per i tanti ospiti, una fonte di arricchimento spirituale e uno stimolo per non dimenticarlo mai».

Soddisfatti i promotori dell’iniziativa. «Si approfitta della sfilata delle Guide», spiega l’attuale presidente delle Guide di Cortina, Luca Dapoz, «per questa cerimonia di intitolazione che per noi è sicuramente un motivo d’orgoglio dato che Dibona è un esempio alpinistico unico».

«Siamo contenti che l’amministrazione abbia recepito il messaggio che abbiamo lanciato in questi anni», dichiara Mario Lacedelli, presidente degli Scoiattoli e di CortinainCroda, «noi siamo entusiasti della nomina, ma come noi lo è tutta la popolazione di Cortina e gli ospiti che amano la montagna».

 

Angelo Dibona Pilato (1879-1956), fu un mitico alpinista e guida alpina cortinese che continua a essere un simbolo e un punto di riferimento imprescindibile per chi ama salire le montagne.

Simbolo incontrastato delle guide alpine ampezzane, a lui è dedicato un busto nella centralissima piazza di Cortina, opera dello scultore Augusto Murer. Fu nominato guida nel 1905 e fu anche uno dei primi istruttori di sci di Cortina. Benché considerato fra i più forti alpinisti di tutti i tempi, lasciò spesso ad altri la fama delle sue imprese.

Compì una incredibile serie di nuove scalate in tutto l’arco alpino – ben settanta – dalle Alpi Giulie, al Massiccio del Bianco, fino al Delfinato Francese; qui è talmente famoso per le sue nuove salite sul Pic Centrale de la Maije, che gli è stato concesso il privilegio di avere due intere pareti a lui dedicate nel museo della montagna di Saint Christophe en Oisans. Con la guida alpina Luigi Rizzi di Campitello di Fassa e i fratelli Guido e Max Mayer di Vienna formò una famosa e affiatata cordata, che seppe esportare nelle Alpi Occidentali la tecnica di arrampicata in Dolomiti.

L’importanza storica di Angelo Dibona è grandissima. Le sue vie coprono praticamente tutto l’arco alpino; l’ultima, in ordine di tempo, l’aprì nel luglio del 1944 (Punta Michele nel Gruppo del Cristallo) quando aveva ormai l’età di 65 anni. Fra le sue vie più famose non possiamo non citare quella alla parete nord del Sassolungo, alla parete ovest del Sass Pordoi e naturalmente lo spigolo Nord Est della Cima Grande di Lavaredo. Così come non possiamo non citare la “parete rossa”, cioè la ovest della Roda di Vael, quella di Dibona fu la prima via aperta (1908) su quella difficile parete. Ricordo anche la parete nord della Cima Una (1910), la parete Sud Ovest del Croz dell’Altissimo (1910) nella quale Dibona stesso confessò di aver utilizzato due staffe, le uniche che abbia mai utilizzato, e ancora il Pic Central della Meje (parete dove, non dimentichiamolo, trovarono la morte Solleder e Zsgmondy), il Dent du Requin ed altre, fino in Inghilterra. Un curriculum di assoluta straordinarietà per l’epoca. Fra queste vie non possiamo dimenticare quella al Pain de Sucre, nome poi sostituito in Aiguille Dibona. Una via di raro intuito e di notevole impegno per le difficoltà del momento. Angelo Dibona morì il 21 aprile 1956 a 77 anni. Il giorno dopo, a Cortina, si tennero i funerali.

 

 

 

 

 

 

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