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Tuteliamo la biodiversità e le sementi antiche dall’aggressione delle multinazionali. La protesta del Gruppo Coltivare condividendo con manifestazione sabato 11 agosto alla Skasera, tra Porcen e Tomo (Feltre)

In questi giorni si sta parlando davvero molto di “sementi”. A stimolare il dibattito una sentenza della Corte Europea di Giustizia che, chiamata e dirimere una controversia commerciale tra due ditte sementiere francesi ha ribadito una serie di “principi”, “priorità” e “vincoli” che evidenziano quale sia la “visione agricola” della legislazione europea. Lo fa notare in una nota stampa il Gruppo Coltivare condividendo, che da anni si occupa del recupero di antiche sementi.

Tale sentenza (del 12 luglio scorso) ha fatto scaturire i commenti e le prese di posizione più disparate. Qualcuno le ha attribuito la messa al bando delle sementi antiche, altri parlano di “una riconferma di quanto già previsto”..

“Noi, consapevoli del fatto che essa tocca marginalmente il nostro operare – prosegue la nota di Coltivare condividendo – dato che le sementi non le commercializziamo, ma le riproduciamo, scambiamo e regaliamo, abbiamo comunque letto nella sentenza della Corte di Giustizia europea un ribadire concetti, impostazioni e visioni che ci piacciono davvero poco.

Rileviamo che sempre più spesso leggi, normative, sentenze (sia a livello nazionale, europeo o di organismi mondiali) limitano sempre più l’ utilizzo, la commercializzazione e la diffusione delle sementi antiche..(ma anche lavorazioni, tecniche e metodologie produttive e di auto produzione.. non industriali)

Nella sentenza europea leggiamo ad esempio che la politica agricola europea deve essere finalizzata al “massimo profitto” e che le sementi devono essere registrate in un apposito registro europeo La registrazione costa tempo, denaro e richiede che le varietà registrate soddisfino a precisi criteri di stabilità, distinzione e omogeneità. (caratteristiche che le varietà antiche non hanno)

Da ciò si può intuire che le migliaia di varietà locali che per secoli hanno nutrito, reso uniche e particolari le nostre pietanze, caratterizzato il nostro territorio rischiano di essere..passo dopo passo considerate “fuori legge”.. “clandestine”

Leggi e sentenze che espropriano contadini, piccoli produttori, cittadino di fare ciò che da sempre si è fatto.. riprodurre, conservare e distribuire le sementi antiche.. le sementi dei nostri padri..dei nostri avi..

Ciò favorisce esclusivamente le 7 multinazionali che controllano già il 75% del mercato delle sementi.. (e che che si occupano contemporaneamente della produzione di sementi, veleni per l’agricoltura e OGM)

Noi che crediamo in un agricoltura, in un coltivare, auto produrre.. sano, sostenibile, rispettoso di ambiente, salute, paesaggio, territorio e relazioni (e non finalizzato quindi al mero “massimo profitto”) ci opponiamo con forza a questo andazzo. Consapevoli che, soprattutto in realtà e situazioni come la nostra, il solo profitto è sinonimo di un agricoltura intensiva e speculazioni che arricchiscono solo i soliti noti.. di devastazione e avvelenamento.. di impoverimento del substrato (basti pensare che le Nazioni Unite ci hanno ricordato che la Pianura Padana, a causa della monocultura intensiva del mais è a rischio desertificazione).

Crediamo invece in una ruralità basata sulle varietà antiche e locali.. che non richiedono grosse concimazioni e trattamenti chimici, adattandosi benissimo a un agricoltura biologica.. varietà che rendono “tipica” e unica tale agricoltura, che la legano al territorio e a un turismo sostenibile

Coltivazioni non energivore che, grazie alla biodiversità e alla policoltura riescono a fornire produzioni anche in anni dal clima mutevole come lo è questo 2012 (e pensiamo che il futuro avrà questo andazzo)

Abbiamo pertanto deciso, sia per discutere di queste questioni che di palesare il nostro profondo dissenso verso una politica agricola europea che ostacola il “piccolo” e la tipicità favorendo le multinazionali e l’omologazione di organizzare un momento di dialogo, riflessione ma anche di “disobbedienza civile..

Infatti sabato 11 agosto, con inizio alle ore 15 presso la Skasera (tra Porcen e Tomo vicino a Feltre BL) si terrà “SEMINO CLANDESTINO” .

Un pomeriggio dedicato alla visita all’orto comune dei ragazzi della Skasera e semina “disobbediente” di sementi e piantine di varietà antiche

Poi, vicino alla mostra delle sementi antiche e locali, discuteremo della agricoltura che desideriamo e di quella che contestiamo (troverà spazio anche la campagna promossa da Rete Semi Rurali “Campagna per il riconoscimento del diritto dei contadini alla selezione e commercializzazione dei semi di varietà da conservazione” )

Ampio spazio per proposte, suggerimenti, costruzione di iniziative e laboratori vari

Crediamo sia molto importante un costruire dal basso, molto pratico, concreto e diretto.. sensibilizzando, condividendo conoscenze, saperi, metodi.. consapevoli che amare la propria Terra significa anche difenderla da imposizioni calate dall’alto

Non mancheremo di ribadire che è indispensabile si curare bene il proprio orto.. ma è vitale alzare anche la schiena e saper volgere il nostro sguardo all’orizzonte.. del resto la Terra che ci ospita è il nostro orto.. condiviso..

Gruppo Coltivare Condividendo

www.coltivarcondividendo.blogspot.com

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