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venerdì, Ottobre 30, 2020
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Cessione quote del Comune della Dolomitibus a Ratp Dev Italia. Cappellaro: “Un’occasione da non perdere”

Gian Domenico Cappellaro presidente Confindustria Belluno

“La vicenda della cessione da parte del Comune di Belluno delle quote di Dolomiti Bus, è una questione molto delicata che deve essere considerata in tutte le sue implicazioni e senza posizioni preconcette. Partiamo dal presupposto che non sempre “pubblico” vuol dire meglio o è sinonimo di efficienza e che una società che gestisce il trasporto locale non deve per forza essere di proprietà o controllata da una maggioranza pubblica. Il vero “interesse pubblico” per queste aziende è quello di garantire il miglior servizio all’utente” commenta il Presidente di Confindustria Belluno Dolomiti Gian Domenico Cappellaro intervenendo sulla questione dell’assetto societario di Dolomiti Bus.

Attualmente, tra i soci di Dolomiti Bus è presente Ratp Dev Italia, un soggetto privato che ha alle spalle il colosso francese Ratp specializzato nella gestione di reti di trasporto pubblico, su gomma e su rotaia, non solo nel proprio paese, ma in tutto il mondo. Ratp Dev Italia ha manifestato la volontà di acquisire le quote che il Comune di Belluno intende cedere e nello stesso tempo conferma tutto il proprio interesse a valutare la possibilità di investire in un piano di rilancio che potenzi il trasporto pubblico nella nostra provincia integrando autobus e treni.

“Un’occasione che il territorio bellunese non dovrebbe lasciarsi scappare soprattutto in un momento in cui le risorse pubbliche a disposizione di Stato, Regioni e enti locali sono ridotte al minimo e concesse con grandi difficoltà e tempi lunghissimi” afferma Cappellaro.

Proprio perché la normativa che regola la materia risulta molto complessa, la cessione alla Provincia dell’intero pacchetto azionario di Dolomiti Bus ora detenuto dal Comune di Belluno significherebbe costringere l’operatività della società alle strette logiche di una gestione tipica delle pubbliche amministrazioni rallentandone l’attività in diversi ambiti. Un esempio è l’organizzazione estremamente farraginosa degli appalti per l’acquisizione di beni e servizi come anche la gestione delle risorse umane.

“Queste condizioni potrebbero disincentivare seriamente il socio privato ad affrontare ogni investimento e costringerlo a rivedere anche la propria partecipazione nel capitale dell’azienda” continua il Presidente di Confindustria Belluno Dolomiti – “In un’Italia che risulta agli ultimi posti nella graduatoria mondiale delle nazioni per attrattività di investimenti esteri, la provincia di Belluno potrebbe, invece, distinguersi per la capacità di favorire l’ingresso di capitali stranieri attraverso una realtà imprenditoriale di grande prestigio e competenza e che risulta molto apprezzata anche a livello internazionale. Questa è un’opportunità che Belluno e i bellunesi non dovrebbero assolutamente farsi sfuggire” conclude Gian Domenico Cappellaro.

 

 

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