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giovedì, Ottobre 22, 2020
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Giovedì al Castello di Alboino Gian Citton presenta i suoi ultimi libri. Interviene Valter Deon Intermezzi musicali a cura di Nelso Salton

I due libri che verranno presentati giovedì sera alle ore 21, nella corte del castello di Alboino a Feltre, rappresentano le ultime pubblicazioni del poeta Gian Citton. Sono scritti in dialetto feltrino ed hanno genesi e struttura diverse eppure qualcosa li unisce, non solo la lingua dialettale. È quel richiamo a composizioni di altri grandi poeti per i quali vi è un’ammirazione, una consonanza, anche se talvolta quella che è divenuta una sintonia è nata come mero esercizio di traduzione. Delle poesie de T’un ingano de sól Citton diichiara: “Pubblicando ora questa raccolta scritta ripensando al precedente “Tomàdego méo” e ad altre prove su testi di Catullo, in parte uscite nel 2008 ne “La stanchezza dell’airone”, devo solo aggiungere quanto l’esperienza di un tuffo nella mia parlata nativa (pur se contaminata a volte e adattata ad esigenze espressive, a complicità di musica e di ritmo), abbia rappresentato per me un incontro speciale con fantasie e fantasmi che non mi sarebbe stato concesso ricreare altrettanto spontaneamente attraverso la lingua ufficiale… ” Il dialetto non solo è quindi strumento espressivo, ma anche ambito complessivo e complesso dentro il quale l’Autore esprime la sua essenza poetica, evocando, talvolta, maestri del Novecento.

L’altro volume è Ancora co Catulo in Cornaróta – Imitazioni e liberi adattamenti in dialetto feltrino da “Catulli Carmina”, recentemente pubblicato da Moby Dick, con la prefazione di Laura Nascimben. Il libro raccoglie tutte “le imitazioni catulliane” composte da Citton, comprese quelle anticipate ne “La stanchezza dell’airone”. Citton ha lavorato a questa raccolta dal 2005 al 2012 e, assieme a quello che è stato definito “un meccanismo di trasposizione e, ad un tempo, di assimilazione culturale, che re-immette l’autore classico nel circuito vitale della poesia, attraverso la mediazione del (dialetto) feltrino”, fa emergere ancora una volta l’ambiente locale, in cui, però, agiscono, amano e soffrono i personaggi di Catullo. Sono figure popolari, nei luoghi, nelle bettole più conosciute della città, in un teatro, ricomposto con il verso ironico, tagliente, ma talvolta anche accorato, che la maestria di Citton ha trasformato in qualcosa di originale: imitazioni non più imitabili perché hanno raggiunto la loro espressione più efficace e più compiuta.

Il commento critico è affidato al prof. Valter Deon e quello musicale è curato da Nelso Salton.

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