E’ l’ineluttabile destino delle statue, aggredite dagli agenti atmosferici, piogge acide e smog, che trasformano il pietra e marmo in gesso, arrotondando gli spigoli, alterandone le sembianze fino a determinare fratture e crolli.
E’ successo oggi anche al busto di Agostino da Mula, patrizio veneziano nato nel 1561 che fu podestà e capitano di Belluno. Il volto del busto che si trova sulla facciata del Palazzo dei rettori, sede della Prefettura, si è staccato sfracellandosi sulla piazza. «Sono una decina di busti di pietra e di bronzo, realizzati tra fine ‘500 e metà ‘600 – spiega lo storico Marco Perale dalle pagine di Facebook – collocati sulla facciata del palazzo, quindi esposti a neve e pioggia da 500 anni. I danni atmosferici sono comprensibili, ma proprio per questo almeno i busti in pietra vanno ricoverati al chiuso al più presto».
Bersaglio delle piogge acide è la pietra calcarea. L’acido solforico contenuto nella pioggia acida corrode il carbonato di calcio e lo trasforma in solfato di calcio, ossia gesso.
Per rendersene conto basta dare un’occhiata ai due leoni in pietra del teatro Comunale, oramai ridotti a una caricatura di ciò che furono in origine.
Nulla o quasi è immune dall’azione delle piogge acide. L’acido solforico, infatti, è in grado di attaccare anche il cemento armato, che nel tempo subisce una degradazione. Lo stesso succede a mattoni e malte che subiscono una dilatazione e quindi la disgregazione.
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