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I maestri di sci resistono alla deregolamentazione. La Regione Veneto blocca la “libertà di stabilimento”

“I maestri di sci possono stare tranquilli e con loro i tanti appassionati di neve: l’eliminazione degli ostacoli alla libertà di stabilimento non è passata come sembrava inizialmente. La tutela del consumatore e del servizio prevale sulla deregolamentazione assoluta del settore, che sarebbe davvero deleteria per tutti”.

Dario Bond

A dirlo è il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale Dario Bond soddisfatto perchè a Venezia non è passata la riforma dell’articolo 14 della legge regionale 3 del 2005 che regolamenta la professione di maestro di sci. “Oggi durante la seduta congiunta di Prima Commissione e Commissione Affari Comunitari abbiamo analizzato la legge con cui si vanno a modificare alcune normative regionali in base ai nuovi dettati comunitari. Tra queste c’era anche la legge sui maestri di sci”, spiega Bond.

La modifica suggerita dalla giunta andava a sopprimere un principio fondamentale, quello per cui “le scuole di sci devono avere la sede principale ed eventuali filiali in un unico comune delle aree sciistiche…eventuali unificazioni intercomunalidi scuole già autorizzate sono disciplinate con provvedimento della Giunta regionale sentito il Collegio regionale dei maestri di sci” (articolo 14, comma 1, legge regionale 3 gennaio 2005, n. 2).

“Andare a sopprimere questo articolo significava consentire anche a scuole con sedi fuori dai nostri comuni, magari in Paesi che non hanno nessuna tradizione di montagna, esercitare una professione delicata e tipica come quella del maestro di sci nelle nostre zone”, afferma Bond. “Per questo mi sono battuto in aula, rispedendo al mittente la proposta originaria”.

 “L’adesione al diritto comunitario, per quanto sacrosanta, non può travolgere le specificità delle singole professioni, senza dimenticare che è lo stesso diritto comunitario a dire che prima di tutto va preservato il consumatore”, rimarca Bond, che in queste settimane di discussione si è tenuto in contatto con il presidente del Collegio dei maestri di sci del Veneto Roberto Pierobon.

“I maestri di sci sono un patrimonio non solo per la pratica sportiva in sé ma anche per il nostro turismo montano, che deve rimanere un turismo di alta qualità. Non si tratta di essere conservatori, ma garanti di un servizio di eccellenza”, conclude il capogruppo del Popolo del Libertà.

Parla di “vittoria” il presidente del Collegio dei maestri di sci del Veneto Roberto Pierobon: “Si è capito il concetto di ‘specificità’: una scuola di sci non può essere realizzata a Jesolo o in zone che non hanno nulla a che vedere con la montagna. E’ altrettanto importante che si sia capito che la priorità deve essere la tutela del consumatore. Quanto successo oggi a Venezia dà forza a chi vive e opera in montagna e crede che sia importante mantenere certe caratteristiche per mantenere una formazione e un servizio adeguati”.

 

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