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sabato, Ottobre 31, 2020
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Via libera alla specificità sanitaria bellunese. Bond: “Ora basta allarmismi. Lavoriamo insieme per le schede territoriali ospedaliere”

Dario Bond consigliere regionale Pdl

“Ora è definitivo. La sanità bellunese è stata blindata: nessun blitz dell’ultima ora, nessuna incertezza. Adesso concentriamoci sulle schede ospedaliere e territoriali. Basta con la cattiva politica di chi fa solo e soltanto allarmismo. Quella è solo cattiva politica”.

A dirlo è il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale dopo il via libera al nuovo Piano socio-sanitario del Veneto, documento che disegna la sanità regionale del futuro.

Nel corso del suo intervento in aula, durante le dichiarazioni di voto, Bond ha toccato diversi nodi, dalla necessità di implementare la rete oncologica alle innovazioni apportate dal nuovo piano in tema di giovani, famiglie e adolescenza.

Non sono mancati spunti bellunesi quando Bond ha parlato di “buona politica” riferendosi al gioco di squadra fatto dai consiglieri bellunesi sia in V Commissione che in aula sul fronte della specificità bellunese: “E’ cattiva politica invece quella di chi butta la bomba e poi scappa, facendo solo allarmismo”, ha detto Bond, riferendosi alle “Cassandre” del Bellunese.

“La specificità sanitaria bellunese è stata riconosciuta da un ampio fronte trasversale, segno che i consiglieri regionali hanno capito che il nostro territorio ha diritto ad un trattamento differenziato rispetto a quello della pianura”, prosegue Bond.

“Da questo piano socio-sanitario la sanità bellunese non esce semplicemente indenne ma rafforzata perchè il Consiglio ne ha riconosciuto una propria forte identità”, afferma Bond. “Non si tratta di mere enunciazioni di principio ma di norme che a fronte della riconosciutà peculiarità territoriale attribuiscono risorse adeguate”.

E’ lo stesso Bond a riepilogare, a scanso di equivoci, le “conquiste” del Piano: “Nessun ospedale bellunese sarà chiuso. Mentre Agordo e Pieve continueranno a essere ‘nodi di rete’, Feltre diventerà una struttura extraregionale, istituzionalizzando così il rapporto con le vicine vallate trentine”, sottolinea il capogruppo del Popolo della Libertà. “Insomma, la rete policentrica bellunese non si tocca”.

A questo si aggiunge una novità, la realizzazione di ospedali di comunità, strutture intermedie che avvicineranno i pazienti ai luoghi di residenza nelle situazioni in cui non sarà necessario il ricovero in ospedale ma un’assistenza mirata. Una struttura, per esempio, è già stata individuata in via sperimentale ad Alano di Piave in un’ala della casa di riposo, altre saranno trovate a breve su tutto il territorio provinciale.

Portato a casa il primo risultato, adesso V Commissione consiliare e Giunta regionale si concentreranno sulla stesura delle schede, fissando numeri e dotazioni per ogni ospedale e territorio. “Sarà un’operazione sartoriale, durante la quale cuciremo addosso a ogni struttura e a ogni zona il vestito più adeguato”, prosegue il capogruppo del Pdl. “Da domani si giocherà una nuova partita nella quale il territorio avrà un ruolo determinante”.

 

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