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Andarsene dal Veneto. Totale appoggio del Movimento Bard (Belluno Autonoma Dolomiti Regione) alle iniziative referendarie dei Comuni bellunesi

“Il BARD è nato per dare una speranza di futuro alle comunità della provincia di Belluno”.

Lo afferma una nota del Movimento referendario, nella quale riassume i passaggi chiave della nascita del Movimento.

“Ritiene che questa sia possibile – prosegue la nota – solo se le comunità riusciranno a rimanere unite in un ente eletto, dotato di poteri adeguati per governare la complessità territoriale, economica e sociale della montagna bellunese. La divisione e la discordia tra le comunità bellunesi produrrà la loro estinzione, qualsiasi sia la loro appartenenza istituzionale.

E’ solo la cultura alpina che potrà permetterci di resistere alla concorrenza che la globalizzazione internazionale ci costringe ad affrontare. La cultura della pianura urbanizzata non è in grado di affrontare i problemi e i bisogni della montagna, non ne conosce la realtà, i caratteri, le risorse, le debolezze, i vincoli e le necessità. Non è una colpa, il carattere urbano della pianura veneta confligge con il carattere rurale del territorio alpino, il governo regionale non può che agire nell’interesse dei 4,7 milioni di veneti che popolano la pianura.

Alcune comunità bellunesi hanno già proposto un referendum ai propri cittadini per aderire alla provincia di Trento (Lamon e Sovramonte), alla provincia di Bolzano (Cortina, Colle e Livinallongo), alla provincia di Udine (Sappada). In tutti questi casi i referendum hanno dato un esito chiaro, i cittadini hanno approvato il progetto di trasferimento ad altra amministrazione provinciale.

La decisione, però, non ha prodotto l’esito voluto poiché la Regione Veneto non ha ancora espresso il proprio parere, necessario per procedere nell’iter di trasferimento. Per questo il BARD ha proposto un referendum provinciale per verificare la volontà dei cittadini di trasferirsi come terza provincia autonoma nella regione Trentino-Alto Adige, proponendo una soluzione unitaria che impedisca ad alcune nostre comunità di divenire minoranza entro altre provincie.

Il referendum è stato ingiustificatamente negato dalla Corte di Cassazione. Il ricorso al Capo dello Stato del giugno 2011, contro questa delibera illegittima, è fermo in Consiglio di Stato e non è ancora stato istruito. Nel frattempo il Governo nazionale con il decreto “Salva Italia” ha deciso di trasformare le provincie in enti non elettivi. Il decreto era uno strumento incostituzionale, perciò, il governo ha istruito un disegno di legge costituzionale fermo in commissione alla Camera dei Deputati.

Nel frattempo il Consiglio regionale ha approvato il nuovo statuto regionale che all’art. 15 riconosce autonomia amministrativa, finanziaria e regolamentare alla provincia di Belluno. In assenza di certezze sul destino delle provincie questo articolo difficilmente troverà attuazione, anche se potrebbe essere rapidamente reso esecutivo con una legge regionale e con dei decreti attuativi adeguati.

In questa fase di passaggio alcuni Comuni, che rappresentano i cittadini, che ne sentono le difficoltà e ne interpretano le aspettative, stanno decidendo di proporre altri referendum per trasferirsi in provincia di Trento, Bolzano e Udine. Il BARD ritiene che questi referendum, pur rappresentando un rischio per l’unità della provincia, siano legittimi, giusti e necessari. Sono una reazione dei montanari al degrado, all’abbandono, al sentimento di scoramento, all’assenza di speranza.

Sono una rivendicazione di democrazia reale e, pur con tutti i distinguo, le preoccupazioni e le difficoltà che essi sollevano, hanno una loro genuina essenza di rivendicazione di un ruolo, stabilito dalla Costituzione italiana e dalla legislazione vigente, d’iniziativa politica riconosciuta ai cittadini.

Per questo motivo – conclude la nota –  il BARD li sosterrà e farà tutto il possibile per favorirne lo svolgimento in un clima di dialogo e collaborazione tra Comuni e tra cittadini, senza innescare inutili conflitti, al fine di dare a queste iniziative il senso di una rivendicazione corale e condivisa di adeguati strumenti di buon governo locale per tutte le comunità della provincia di Belluno”.

 

 

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