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Ridisegnare il governo del territorio, dalle comunità montane alla provincia. Bond e Reolon ospiti dell’associazione Ars et labor, a Puos d’Alpago, parlano si Statuto

Dario Bond

Sergio Reolon

“Ora ridisegniamo il governo del territorio e diamo attuazione all’articolo 15 dello Statuto sulla specificità bellunese. Belluno ha bisogno di un ente provincia e delle Comunità montane anche se occorrerà fare ordine attribuendo competenze esclusive e materie specifiche. Entro la fine dell’anno dovremo adottare una prima legge operativa. In questo senso l’impegno è forte e trasversale”.

A dirlo ieri sera a Puos d’Alpago dove erano ospiti dell’Associazione “Ars et Labor” sono stati i consiglieri regionali Dario Bond (Pdl) e Sergio Reolon (Pd), rispettivamente capogruppo del Pdl in Consiglio regionale e vicepresidente della Commissione Statuto.

Numerose le tematiche affrontate in una serata che ha visto la partecipazione di tutti i sindaci dell’Alpago, del primo cittadino di Soverzene e del presidente della Cm Alpago. Con loro un folto pubblico e diversi lavoratori delle Comunità montane del Bellunese – dalla Feltrina alla Belluno-Ponte – che hanno chiesto lumi sul futuro di questi enti anche alla luce della nuova legge regionale sui servizi associati (approvata recentemente in Consiglio) che rendendo obbligatorie le Unioni di Comuni, fissa al 31 dicembre 2012 la fine delle Comunità montane.

“Entro questo termine ridisegneremo il ruolo e le competenze delle Comunità montane con una legge specifica e che già stiamo condividendo con il territorio”, ha annunciato il capogruppo del Popolo della Libertà. Reolon, dal canto suo, ha spiegato come la proposta di legge sul riordino delle Cm formulata alcuni mesi fa dalla giunta fosse un “mostro”. “Non solo”, ha aggiunto Reolon, “andava a confliggere con l’articolo 15 dello Statuto”. Di “mostro” ha parlato lo stesso Bond.

La nuova legge sulle Comunità montane però non sarà un semplice “salvataggio” di tali enti come avvenuto già altre volte in decenni di dibattito sia a livello regionale che nazionale. “Vogliamo fissare competenze specifiche, in linea con l’evoluzione delle Comunità stesse, che oggi molto spesso sono dei grandi centri di servizi”, hanno ribadito i due consiglieri regionali. Bond ha parlato di un “vestito su misura” che sarà cucito addosso agli enti territoriali bellunesi partendo dallo Statuto: “Sono dell’idea che le Comunità montane dovranno diventare le nuove Unioni di comuni montani con competenze specifiche e una distinzione tra funzioni e servizi”.

I due consiglieri regionali, sollecitati dal moderatore Diego Cason (professore e sociologo), si sono poi soffermati sul ruolo dell’ente Provincia. Entrambi hanno sottolineato come “il vento a Roma stia cambiando”: “Il problema non è eliminare le province ma riscoprirne il ruolo di riferimento soprattutto in una provincia montana”, ha detto Reolon. “Il Bellunese ha bisogno di un ente come la Provincia. Il nostro territorio è fatto di piccole comunità e valli che devono poter contare su una guida sicura capace di scelte politiche”

E qui Bond ha introdotto una distinzione: “Sulla necessità di una Provincia di Belluno siamo tutti d’accordo, ma un altro discorso deve essere fatto per le aree metropolitane, quelle che gravitano attorno alle grandi città, dove spesso ci sono inutili doppioni”.

Insomma, il lavoro che attenderà la Commissione Statuto sarà intenso e non potrà prescindere dalla “questione bellunese”. Già nei prossimi giorni – proprio in Commissione Statuto – saranno gettate le basi per un confronto serrato e l’adozione di un primo provvedimento operativo per il Bellunese “specifico”.

“Grazie alla specificità abbiamo già ottenuto dei riconoscimenti sul piano socio-sanitario. Riconoscimenti che prima sarebbero stati impossibili”, ha detto Bond, mentre Reolon si è concentrato sulla necessità di sensibilizzare i bellunesi sulla novità rappresentata dallo Statuto: “E’ utile continuare a parlarne e a farlo conoscere. Questo è il primo passo per attuarlo nella vita di tutti i giorni”.

 

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