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Approvata la legge regionale sugli ostacoli al volo. Bond: “E’ il nostro modo per non dimenticare”

 

Dario Bond consigliere regionale Pdl

“Si è lavorato molto, ma alla fine il risultato è inattaccabile sotto tutti i punti di vista”. A dirlo è il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale Dario Bond dopo che l’Assemblea di Palazzo Ferro-Fini ha approvato la proposta di legge sugli ostacoli al volo, provvedimento di cui lo stesso Bond è stato relatore in aula.

“Sono passati due anni e mezzo dalla tragedia di Falco a Rio Gere a Cortina e la ferita è ancora aperta. Questa legge vuole rendere omaggio a quelle vittime e a tutte quei lavoratori dell’aria morti sul posto di lavoro a causa di collisioni che potevano essere evitate. Oggi possiamo dire che il tempo non è passato invano”.

La legge prevede una serie di buone pratiche volte a eliminare il rischio per gli operatori, dall’aggiornamento della cartografia in tempo reale all’obbligo di segnalazione di eventuali nuove insidie, passando ovviamente per una mappatura puntuale degli ostacoli esistenti.

“E’ stato un lavoro complicato perchè la materia è delicata e vede un accavvalarsi di competenze”, ha spiegato Bond in aula. “La proposta di legge era pronta lo scorso agosto e volevamo portarla in aula, poi abbiamo capito che dovevamo sentire anche altri soggetti come Enel, Terna ed Enac per evitare possibili impugnazioni. Il confronto è stato costruttivo e leale. Io stesso”, ha confidato Bond, “non pensavo che la materia fosse così ingarbugliata”.

In Consiglio regionale Bond ha ringraziato diversi soggetti: su tutti il Soccorso Alpino e il capo delegazione bellunese Fabio “Rufus” Bristot. “Il ruolo del Cnsas e di tutti quei soggetti che hanno collaborato con noi è stato fondamentale. Non solo. Va detto che non abbiamo pagato un euro di consulenza. Tutti si sono spesi per il raggiungimento dell’obiettivo con spirito di sacrificio e grande responsabilità”.

La legge veneta, ha ricordato Bond, è destinata a fare scuola: “Siamo tra le prime realtà ad approvare una normativa di questo tipo andando a colmare un vuoto che stava diventando macroscopico. La sicurezza per chi opera nell’aria, soccorritori innanzitutto, deve essere massima. Posso dire con una certa emozione che l’obiettivo è stato centrato”.

 

 

 

 

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