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Mostra “Leggere tutti. Libri e lettori nel ‘700 veneto”, dal 3 al 17 giugno, a Palazzo Mostre. Inaugurazione domenica 3 giugno, con una conferenza di Laura Carnelos

Il programma degli eventi culturali organizzati in occasione del Premio Letterario “Trichiana Paese del Libro” propone anche due importanti eventi espositivi. Il primo a essere inaugurato, domenica 3 giugno, alle 17.30, nello SpazioPremio di piazza Toni Merlin, sarà la mostra “Leggere tutti. Libri e lettori nel ‘700 veneto”, organizzata in collaborazione con il Museo Biblioteca Archivio di Bassano del Grappa, la Biblioteca Civica di Belluno e il Polo Bibliotecario Feltrino “P. Castaldi”. L’inaugurazione seguirà la conferenza introduttiva della d.ssa Laura Carnelos, dal titolo “Tra casa e chiesa. Libri a larga diffusione in Veneto tra il ‘600 e ‘700”.

Dedicata alla diffusione della lettura tra i ceti meno ricchi e meno colti, la mostra racconta come, grazie ai cosiddetti “libri da risma”, libretti a basso costo e destinati a un’ampia diffusione, la pratica della lettura sia uscita dai palazzi nobiliari, dalle chiese e dai monasteri per cominciare a circolare nel mondo.

Il percorso espositivo, che gode della consulenza scientifica della d.ssa Carnelos, segue tre filoni tematici: libri religiosi/devozionali, come le Dottrine Cristiane e Esercizi Spirituali, libri scolastici, come Salterio, grammatiche, Fior di Virtù, e libri d’intrattenimento/manualistica, come Guerrin Meschino, Naspo Bizzarro, Bertoldo. Malgrado la loro diffusione, la sopravvivenza dei libri da risma è stata limitatissima. Come per tutti i prodotti popolari, in molti casi è rimasto solo il ricordo della loro esistenza mentre gli esemplari sopravvissuti sono rarissimi.

Come esempi di questo particolare prodotto editoriale sono state scelte le opere degli stampatori attivi, nel periodo, nel territorio veneto, tra i quali i Remondini di Bassano, i Tissi di Belluno, i Foglietta per Feltre.

La mostra sarà aperta tutti i giorni dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.30 alle 19.00. Ogni giorno, alle 11 e alle 17.30, partiranno delle visite guidate per tutti, curate da volontari preparati.

“Ringrazio il Museo Biblioteca Archivio di Bassano del Grappa, la Biblioteca Civica di Belluno e il Polo Bibliotecario Feltrino “P. Castaldi” per la collaborazione e il prestito di alcune opere, che davvero varrà la pena ammirare e comprendere. Ringrazio, inoltre, la nostra concittadina Monica Frapporti – commenta l’assessore alla cultura, Gianpaolo Tomio, che da alcuni anni collabora alla programmazione culturale del Premio con grande competenza e passione, su un percorso condiviso che ha messo al centro del nostro approfondimento il libro. Sua è stata anche la cura della preparazione delle guide, che contribuiranno senz’altro a far apprezzare come merita questa mostra. Assolutamente da non perdere, se solo si ama un po’ la cultura, che altro non è se non amore per l’uomo, per i prodotti della sua intelligenza e per la storia di cui è sempre protagonista”.

Note

Laura Carnelos, laureata in Archivistica e Biblioteconomia e con dottorato in Storia sociale europea conseguito presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, si occupa di editoria a larga diffusione con particolare riferimento alla realtà veneta in età moderna. Nel 2008 ha pubblicato “I libri da risma. Catalogo delle edizioni Remondini a larga diffusione (1650-1850)”, (Milano, FrancoAngeli, 2008). Nel 2012 uscirà una monografia che riguarda le modalità di produzione, vendita e diffusione dei libretti più stampati e letti nel Veneto tra ’600 e ’700, lavoro con il quale ha conseguito quest’anno il Premio Molmenti bandito dall’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti di Venezia.

I libri da risma

I “libri da risma” rientrano proprio nella categoria dei libri a larga circolazione, diffusi anche in settori di pubblico con scarsa dimestichezza con la lettura. Si tratta di opere stampate in modo grossolano, su carta di scarsa qualità e vendute a peso. La risma infatti era un insieme di 500 fogli, utilizzata come unità di conteggio e di smercio della carta. I libri da risma venivano venduti dai Remondini di Bassano a fogli sciolti, né piegati, né fascicolati e quindi nemmeno rilegati; smerciati quindi come un pacco di carta valevano in media dal 1751 al 1810 12 lire venete ogni risma. Per avere un termine di confronto nel 1735 a Venezia due galline venivano vendute a 3 lire, cento uova a 4 lire, il salario mensile di un fornaio era di circa 6 lire.

Belluno fu l’ultima città del Veneto a dotarsi di una tipografia, nel 1629, dopo un secolo e mezzo che l’arte della stampa era attiva a Venezia (dal 1469). Qualche anno prima, nel 1610, il tipografo Marco Claseri, che operava nella vicina Ceneda, inviò una richiesta al Consiglio maggiore della città di Belluno di abitare nella città e di aprivi una libreria e una stamperia; richiesta che non fu accolta.

La prima tipografia sorta a Belluno fu quella di Francesco Vieceri che, venuto da Padova, stampò a Belluno dal 1629 al 1641, in particolare le opere del vescovo Lollino.

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