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Occupazione giovanile e Smart City: i fondi sono in Europa. Claudia Bettiol chiama Serracchiani: “Veniamo a prendere quelle risorse”

Uno studio Ue dimostra che ogni 1000 nuovi utenti della banda larga si creano 80 nuovi posti di lavoro. L’Europa, inoltre, ha stanziato 8 miliardi di euro per la lotta alla disoccupazione giovanile in Italia. Claudia Bettiol porta numeri chiari, che indicano una strada da percorrere per riposizionare Belluno e renderla attrattiva per i giovani, come città in cui vivere e lavorare, ma connessi con il mondo. Su queste questioni ha contattato l’eurodeputata Debora Serracchiani.

“Per tutta la campagna abbiamo portato avanti progetti concreti con i più giovani per capire come le tematiche per cui loro sono più sensibili e preparati potessero aiutare Belluno, la crescita, il lavoro – afferma la candidata sindaco al ballottaggio di domenica e lunedì -. I fondi per realizzare questi progetti si trovano in Europa, per questo sto già lavorando perché Belluno sia in relazione quei centri decisionali. Spetta a noi creare i progetti che meritino quei soldi, ma le idee ci sono e anche le esperienze di altre città vanno considerate, come abbiamo dimostrato nei vari incontri pubblici che abbiamo organizzato su questi temi. Parliamo della biblioteca che deve diventare una piazza civica del sapere, della banda larga sociale per mettere tutti in rete, di nuovi strumenti di partecipazione, dialogo con l’amministrazione, trasparenza”.

Enrico Bortoluzzi, consigliere comunale con Bettiol sindaco, porta come esempio di tecnologia applicata alla qualità della città l’esperienza di Comuni-chiamo, una start-up che è già stata presa da una quarantina di comuni italiani, l’ultimo Trieste, come strumento per tutte le segnalazioni dei cittadini. “Dalla buca sulla strada al lampione, dal decoro alla scuola – spiega Bortoluzzi – sono tutte quelle che servono le possibili indicazioni che il cittadino, sempre più attivo per la sua città, può dare all’amministrazione in modo immediato. Dall’altra parte, gli uffici comunali hanno una visione complessiva, aggiornata e soprattutto partecipata della situazione. La presa in carico e i tempi di soluzione del problema sono chiari e controllabili dal cittadino, che potrà così misurare sul suo computer o smartphone l’efficienza del Comune. Così, con pochissime risorse, si crea una Smart City, una Belluno intelligente”

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