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Prelievi dal Piave. Sergio Reolon: “Oramai il fiume è senz’acqua. Revocare le autorizzazioni a Busche e Gosaldo”

Sergio Reolon

“Revocare con effetto immediato le autorizzazioni già rilasciate per le centraline di Busche e Gosaldo, al fine di scongiurare lo stillicidio di prelevamenti d’acqua dal fiume Piave che stanno mettendo irrimediabilmente a rischio il delicato equilibrio ambientale ed ecologico che esso rappresenta per l’intero bacino e per tutta la nostra Regione”.

Questa la richiesta contenuta nell’interrogazione presentata oggi dal consigliere regionale del Pd, Sergio Reolon. Una presa di posizione, quella dell’esponente democratico bellunese, ribadita “anche a fronte delle dichiarazioni del Dirigente regionale e del Presidente del Parco delle Dolomiti rilasciate nel corso della trasmissione Report. Da quanto è emerso nel reportage, ai ritardi nella revisione delle autorizzazioni già rilasciate si aggiungono le decine e decine di nuove richieste sul 10% di acqua ancora disponibile che, a quanto viene documentato, sono state nel frattempo inoltrate alla Regione”.

Reolon ricorda come “la situazione è a dir poco drammatica: il bacino del Piave ha subito una quasi totale artificializzazione che convoglia il 90% delle sue acque in tubature, derivazioni, centrali di produzione di energia elettrica e bacini di distribuzione. Nel corso degli ultimi trent’anni nel territorio delle Dolomiti bellunesi interi fiumi, torrenti e corsi d’acqua minori sono stati fatti letteralmente sparire. Viene stimato – si legge nell’interrogazione – che attualmente nella valle del Mis e lungo il fiume Piave scorra poco più del 10 % dell’acqua che dovrebbe fluire naturalmente nell’alveo”.

“Malgrado una direttiva europea del 2000 sul miglioramento dello stato delle acque avesse stabilito che le concessioni dovevano essere riviste ed adeguate, così come doveva essere aggiornato il bilancio idrico regionale e dovevano essere perseguiti concretamente gli obiettivi di miglioramento ambientale e gestionale previsti anche dal Piano Regionale Tutela delle Acque ed indicati nel Piano del Distretto Idrografico Alpi Orientali, in questi dodici anni sembra che la Giunta Regionale non abbia provveduto ad assumere alcun provvedimento di revoca delle troppe concessioni, limitandosi ad avviare la sola fase di verifica. Senza dimenticare che, malgrado il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 10 settembre 2010 (Linee guida per l’autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili) che imponeva alle Regioni di individuare i criteri per le aree ed i siti non idonei a questo tipo di impianti, a quanto sembra nulla è stato ancora fatto”.

In conclusione Reolon auspica e chiede dunque se la Giunta abbia intenzione di revocare le autorizzazioni per gli impianti di Busche e Gosaldo: “non è pensabile che ad orientare scelte così impattanti e pericolose per il territorio e l’ambiente siano i soli benefici economici derivanti dalla vendita dell’energia elettrica prodotta dagli impianti di captazione”.

 

 

 

 

 

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