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Crisi Safilo. Zaia conferma: “Non lesineremo impegno ed energie. Intanto attiviamo gli ammortizzatori sociali”

Il governatore del Veneto Luca Zaia ha incontrato stamane a Venezia, Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale, il sindaco di Longarone, Roberto Padrin e il vice presidente del Consiglio, Matteo Toscani, assicurandoli che la vertenza Safilo è una delle priorità nell’agenda dei lavori del presidente e dell’esecutivo veneto.

“Ho detto e confermo che vivo la sfida dei lavoratori della Safilo come una mia sfida personale – ha ribadito il governatore –. In accordo con la collega assessore al lavoro, abbiamo convocato per domani, mercoledì 16 maggio, le parti sociali e le amministrazioni comunali interessate per esaminare le possibili soluzioni a questa preoccupante situazione che coinvolge centinaia di famiglia venete. La prima cosa che intendiamo attivare sono gli ammortizzatori sociali, per rendere meno angoscioso per i lavoratori il prossimo periodo. Il nostro obiettivo principale è quello di salvare i posti di lavoro e per raggiungerlo, lo assicuro, metteremo in campo tutte le nostre energie e il nostro impegno”.

“Ringrazio il presidente per avermi ricevuto in tempi così rapidi – ha affermato il sindaco Padrin –, a conferma della grande attenzione che la Regione del Veneto attribuisce a questo problema. Ho condiviso con lui la mia grande preoccupazione per le ripercussioni economiche e sociali che ha la vertenza Safilo nel nostro territorio”.

“Il governatore ha ribadito la vicinanza della Regione ai dipendenti di Sàfilo – ha rilevato Toscani – e l’intenzione di attuare tutte le iniziative possibili per arginare gli effetti drammatici dei tagli occupazionali annunciati dall’azienda. Siamo di fronte a numeri da vera e propria emergenza sociale per quel che riguarda il territorio bellunese, dove sembra essere iniziata una pericolosa fase di deindustrializzazione. A questo, infatti, si aggiungono i casi preoccupanti di Invensys e Ideal Standard e di molte piccole e medie aziende. E’ perciò indispensabile individuare soluzioni strategiche per attrarre nuovi investimenti e risollevare l’economia, come, ad esempio, l’istituzione di zone franche che renderebbero nuovamente appetibile, attraverso una defiscalizzazione, un territorio geograficamente marginale”.

 

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