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lunedì, Aprile 12, 2021
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Difendere e migliorare i servizi agli anziani significa prendersi cura della comunità. Bettiol indica le strade per salvare la Sersa e tenerla in mano pubblica. Apertura alle sinergie con altri comuni. Il plauso di “Titta” Arrigoni

Claudia Bettiol

“L’assistenza agli anziani non deve essere privatizzata. I servizi alla persona sono il cuore dell’attività del Comune, che per difenderli deve avere obiettivi concreti e una forte volontà politica. Daremo stabilità alla Sersa e cercheremo sinergie con i comuni limitrofi per garantire un servizio sempre migliore alla comunità”. Così è intervenuta Claudia Bettiol nell’incontro pubblico dedicato al futuro di Sersa l’azienda nata otto anni fa dedicata ai servizi socio-assistenziali partecipata da Comune di Belluno e Ulss 1. “Sersa significa professionalità, competenze, posti di lavoro, garanzia di assistenza per gli anziani con tanti servizi correlati e costruiti in tanti anni di impegno dai bellunesi. Difendere Sersa, assicurare che i servizi essenziali siano controllati dal pubblico e puntare a migliorarli costantemente saranno obiettivi della mia amministrazione”, dichiara la candidata sindaco, che ha ricevuto il plauso dei presenti e in particolare di Giambattista Arrigoni, presidente onorario del Centro servizi per il volontariato, che ha voluto intervenire nel dibattito sostenendo Claudia Bettiol per “le idee e la capacità di realizzarle”, rimarcando l’importanza della Sersa e richiamando il “valore della solidarietà che è tipico della nostra comunità”.

Sersa è ancora una ‘sperimentazione’ e i vincoli del patto di stabilità, sforato dall’amministrazione Prade nel 2009, la mettono in serie difficoltà. “Bastavano quattro righe di emendamento al decreto Cresci Italia, ma la giunta Prade è stata assente e sembra si voglia liberare dei servizi che interessano i propri cittadini”, afferma Bettiol mostrando il testo che avrebbe cambiato il presente della Sersa e che ha trasmesso al vicepresidente dell’Anci Flavio Zanonato. Poi c’è la partita regionale, con l’opportunità di prevedere la gestione associata tra comuni dei servizi sociali e socio-sanitari. Della storia di tali servizi a Belluno e delle norme attuali e auspicabili ha parlato l’esperto Maurizio Busatta, che ha elencato anche “errori e inerzie” della giunta uscente.

“Aiutare le famiglie significa occuparsi in primo luogo di bambini e anziani, nel sociale le problematiche non sono slegate tra loro – aggunge Bettiol -. Il Comune ha un ruolo chiave nel guidare le politiche sociali e lo deve fare mettendo in cima le necessità delle fasce più deboli. Nella visione mia e della coalizione che mi sostiene, infatti, la missione dell’amministrazione comunale è quella di accorciare le distanze tra i primi e gli ultimi, assicurare l’accesso ai servizi, gestire le risorse che ci sono in modo solidale ed equo”. “Intendiamo raddoppiare i posti per bambini negli asili nido – afferma – perché ora per questo servizio prezioso ci troviamo a livelli molto bassi e vogliamo dare alle giovani coppie con figli le stesse opportunità che troverebbero in città più solidali, moderne, attente ai cambiamenti della società. Sostenere le cure e l’assistenza domiciliare per gli anziani è un segno di civiltà ma anche di buon senso nell’ottica di utilizzare al meglio le risorse”, aggiunge. Sulle politiche fiscali, Bettiol ribadisce l’obiettivo di inserire una progressività nelle aliquote (si calcolino sulla base del reddito, a vantaggio di chi è più in difficoltà), ma anche sgravi per le famiglie numerose.

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