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martedì, Aprile 20, 2021
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Bim Gsp: un esposto alla Corte dei conti prima di andare alle urne

Credo che ormai siano chiare a tutti le ragioni che spingono un bellunese su tre a disertare le urne. Giorno dopo giorno appare un motivo in più per mandare tutti a quel paese: dalle monetine craxiane fino alle ultime succulente vicende di Kooly Noody del “nero” in canottiera, abbiamo assistito ad una bavosa degenerazione senza fine.

Anche qui da noi non ci siamo fatti mancare nulla. La questione Bim-gsp è il paradigma a norma di legge (forse) della gestione interessata della “cosa” pubblica. Ora sembra che si sia finalmente giunti alla ovvia emetica conclusione, dopo mesi di profonde ricerche si è arrivati all’individuazione di una strada percorribile: aumentare le bollette di un 1/3 (per il momento). Wow!

Il tutto per tenere in piedi quello stesso sistema da palazzo che ci ha portato fino a qui e che evidentemente non può saltare, qualcuno rischierebbe di pagare, più comodo che a farlo siano i cittadini. In un momento di commovente generosità si é arrivati anche a dirottare una decina di milioni di euro (di tutti) da Bim consorzio a Bim-gsp. Che fortuna!

A deliberare tutta “sta roba” decine e decine di Sindaci autoctoni che all’unanimità ritengono che questa sia la strada giusta. Per la verità un paio di primi cittadini avrebbero anche manifestato qualche contrarietà, ovviamente finta perché certi, questi ultimi, di essere in decisa minoranza e dunque ininfluenti. Infatti se ci fosse da parte loro la volontà di scoprire realmente le carte avrebbero titoli e competenze per fare una cosa molto semplice e terribilmente efficace: in qualità di soci potrebbero rivolgersi alla Corte dei Conti attraverso un esposto con il quale paventare il dissesto finanziario.

Ma tutto questo porterebbe a cercare nel profondo di una gestione un tantinello discutibile, con tutte le possibili conseguenze del caso. E dunque rieccoci caduti nel solito tranello del “colpa di tutti colpa di nessuno”, storica pratica che vale ovunque, tranne che in tribunale, dove l’eventuale deposito dei libri contabili farebbe quel pochino di necessaria chiarezza per permettere allo Stato di farci uscire da questo stato.

Per questo mi piacerebbe che alla prossima tornata elettorale quel bellunese su tre che non ne vorrebbe più sapere metta in atto una protesta diversa, due passi fino alla scuola di quartiere per mettere una crocetta su chi solo chiede un po’ di trasparenza.

Giusto perché il 6 di maggio è ancora un po’ prestino per andarsene al mare.

Max Fiabane – Belluno

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