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domenica, Aprile 18, 2021
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Gli obiettori sulla coscienza altrui * di Giovanni Patriarca e Claudio Michelazzi

L’Italia, che non ha mai conosciuto la Rivoluzione Protestante, da secoli è la terra degli “Obiettori sulla coscienza altrui”.

Questa nutrita schiera, fatta da molti cittadini, disinformati e ignari, e da vecchi volponi della politica di destra o di sinistra (che guardano molto ai preti e meno a Dio perché i preti votano e Dio no) è una schiera di obiettori di coscienza al contrario.

In ogni paese civile che si rispetti, quando un individuo è obiettore, lo è in relazione a qualcosa di stabilito e regolato dal punto di vista normativo ma che, in un afflato di coscienza civile, reputa ingiusto.

Oggi molti obiettano coscienziosamente intorno al tema dell’istituzione di un registro civile delle coppie di fatto, che sanerebbe un vulnus indegno di un Paese Europeo, e che, come quasi tutto in Italia è lasciato al caso, quindi non regolamentato.

Così abbiamo degli obiettori al contrario che si oppongono a qualcosa che non esiste.

Andiamo direttamente al punto: noi crediamo che, se due uomini o due donne dimostrano il loro amore, per esempio baciandosi e vogliono che i loro diritti di esseri umani prima che di famiglia, vengano riconosciuti, questo sia ragionevole. Crediamo pure che chi si schifa per la dimostrazione pubblica dell’omosessualità sia omofobo e tendenzialmente razzista ciò che i cattolici, per amore di Dio, non dovrebbero essere. Don Gallo due giorni fa in televisione parlava esplicitamente di amore come linfa vitale per le coppie anche tra persone dello stesso sesso. Certo Don Gallo è un comunista che ha dedicato la sua vita per stare accanto ed aiutare i tossici e le prostitute, quindi non fa testo, per i pregiudizievoli. Siamo convinti che parlare di unioni civili ed istituirne un registro comunale nella nostra città sia un atto di civiltà, progresso e apertura mentale che non contrasta assolutamente con l’informe pensiero cattolico di cui qualcuno in qualche momento, da qualche parte si fa portatore. Non stiamo dicendo di vietare i matrimoni in chiesa, ma esattamente il contrario, dare una possibilità in più ai cittadini, di iscriversi ad una anagrafe pubblica comunale come coppia di fatto e vedere i propri diritti garantiti per esempio nell’assegnazione della casa popolare.

Questo significa libertà di scelta, non obbligo ad essere iscritto, bisogna uscire da questa mentalità dell’essere a favore o contro. Gli USA su questo sono un esempio: non ci sono quelli a favore dell’aborto o quelli contro l’aborto, ci sono i pro-life (cioè per la vita) e i pro-choice (cioè per la libertà di scelta).

Ed è questo, dare la possibilità di una scelta ulteriore ai cittadini, ciò che a nostro avviso è importante per aprire la mente e responsabilizzare le persone.

E’ questa libertà di scelta responsabilizzante che oggi manca in Italia. Paese che si sarà pure trasformato in tutto e nel contrario di tutto nel corso dei secoli, ma che non è mai stato autenticamente liberale.

Giovanni Patriarca, Claudio Michelazzi – Radicali Belluno

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