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martedì, Marzo 2, 2021
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Situazione idrica provinciale

Primi segnali di carenza idrica, da domenica, anche dalle storiche sorgenti delle Roncole di Belluno. Il sistema acquedottistico, che alimenta circa 500 utenze distribuite tra la zona di Giamosa e dintorni – Salce, Col di Salce, Giamosa, Bettin, Boscon e San Fermo, Col da Ren, Marisiga, Carmegn, Canzan, Col del Vin, Bes – da qualche giorno a causa della siccità fa registrare un evidente calo dei livelli d’acqua disponibile – circa 20 cm a giorno. «In questo momento – spiega la società Bim Gsp – le sorgenti delle Roncole stanno facendo arrivare meno acqua nei serbatoi collegati, con conseguente minor accumulo d’acqua disponibile. Questo – precisa Bim Gsp – per gran parte delle utenze collegate non avrà dirette conseguenze, anche grazie al nuovo serbatoio attivato circa un anno fa. Per alcune, invece, quelle ubicate più in quota già da domani potrebbero avere l’erogazione a singhiozzo».

Un disagio, quindi, al momento ridotto, ma destinato a persistere in assenza di precipitazioni significative. «La siccità stagionale – spiega ancora Bim Gsp – va ad aggiungersi ad un quadro alquanto vulnerabile. Questo acquedotto, infatti, come altri in provincia ha rilevanti limiti strutturali: la portata delle captazioni è ridotta e variabile a seconda dell’andamento stagionale, in loco non vi sono altre sorgenti a cui poter attingere, la ramificazione delle condotte, molto vasta, non consente interconnessioni con altri acquedotti meglio riforniti. L’abitato di Giamosa, poi, con rete acquedottistica insufficiente a sostenere la crescita residenziale degli ultimi dieci anni, è anche praticamente quasi allineato al serbatoio Bios, quindi, gioco forza, in casi di carenza d’acqua il poco dislivello diventa penalizzante».

Indispensabile, per contenere gli effetti della carenza idrica, la collaborazione di tutta l’utenza servita: «Abbiamo rinnovato l’invito, con avvisi in loco e telefonate su fisso, affinchè vengano ridotti i consumi di tutti allo stretto necessario: è indispensabile che questa misura venga adottata tempestivamente, perché contribuirebbe in modo significativo a limitare i disagi delle utenze più alte. Meno prelievi, più acqua per tutti, insomma. In parallelo – precisa la società Bim Gsp – stiamo valutando quali misure alternative poter mettere in campo qualora l’emergenza si estenda: mentre in piccoli acquedotti, come ad esempio ad Aune, con l’autobotte alimentiamo direttamente i serbatoi e riusciamo a garantire l’erogazione per buona parte della giornata, in sistemi più ampi, come in questo caso, la stessa misura sarebbe insufficiente a sostenere l’elevata quantità di prelievi. Una soluzione, comunque, la stiamo cercando

Proseguono, nel frattempo, i rifornimenti con autobotti di Gsp e Vigili del Fuoco ad Aune di Sovramonte, mentre stretto monitoraggio viene mantenuto su tutte le sorgenti dell’Agordino e dell’Alpago, sul Venal di Ponte nelle Alpi, sulla Pezzericola a Sospirolo e sullo Schiara.

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