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La lunga storia delle scalette di accesso al Piave

“Questa è la storia di un gruppetto di cittadini e di un bene che è stato tolto alla collettività, le scalette che a Lambioi collegavano la strada (ora via dei Dendrofori) al muraglione che costeggia il Piave”. Inizia così l’appello per il ripristino delle scalette, firmato da Daniela Sartorato, Monica Bordin, Pierluigi Trevisan, Elena Dalla Bernardina, Annalisa Sommavilla, Lorena Casol, Alessandro Del Piccolo; appoggiato anche dal Comitato di Quartiere di Borgo Piave, l’Associazione Piumovimento (oltre 500 iscritti over 55), e l’Associazione Amici della Bicicletta (150 iscritti).

“La scaletta è stata tolta in occasione della costruzione della strada che collega Via Feltre a Via Lungardo che venne denominata nel lontano 1998 Via dei Dendrofori. Si trovava proprio davanti all’entrata del parcheggio di Lambioi e permetteva di accedere comodamente ad una delle più suggestive aree fluviali bellunesi. L’esigenza di detto accesso è stata segnalata fin da allora e alla nascita dello “Sportello del Cittadino” più volte è stata inoltrata richiesta. Le argomentazioni erano e sono varie:

– ci è stato tolto l’accesso al Piave: lo rivogliamo!

– a parte fluviale di ogni città che si rispetti viene curata e viene data la possibilità ai cittadini di accedervi e di goderne; – il parcheggio di Lambioi, con all’interno l’area camper, richiama turisti che potrebbero apprezzare anche questa magnifica zona della nostra città, se fosse resa accessibile;

– se venisse fatto un accesso comodo ai pedoni quest’area verrebbe automaticamente più controllata e “ripulita” in quanto utilizzata da tutte le fasce di età;

– la passeggiata del muraglione permette, se accessibile, di ammirare il panorama della città vecchia e delle anse del fiume Piave su un percorso agevole e adatto a tutti.

Nel marzo del 2010 – prosegue la lettera aperta dei cittadini – siamo andati a sottoporre la richiesta in oggetto all’ingegner Da Ré, attuale assessore all’urbanizzazione. Ci ha detto che avremo avuto buone notizie in settembre in quanto erano stati stanziati dei fondi per la sistemazione dell’area Fontane di Nogarè e zone limitrofe adiacenti al fiume.

A novembre non c’era più niente di sicuro: ci disse che bisognava attendere il nuovo anno e poi la primavera.

Nel frattempo abbiamo avuto modo di parlare con il signor Reolon Luciano, Consigliere Comunale, che ci ha tranquillizzato riguardo all’accesso al Piave per mezzo della scala dicendo che si trattava di ripristinarla, magari anche cambiandola di posto ma, trattandosi appunto di ripristino, non c’erano particolari domande da inoltrare e quindi nemmeno tempi lunghi di attesa. Ci ha riferito che sia per comprensibili esigenze di sicurezza stradale che di risparmio, le scalette sarebbero state ubicate vicino al passaggio pedonale adiacente al Ponte Bailey e che potevano essere in metallo. Sarebbero state installate a seguito del lavoro di pulizia e disboscamento che la Protezione Civile avrebbe eseguito a breve.

Ci avevano rassicurato anche i politici che si occupavano della “spiaggia di Lambioi” affermando che le scalette sarebbero state ricollocate prima dell’arrivo del Giro d’Italia.

A fine maggio 2011 abbiamo telefonato all’Assessore Da Rè che ci ha detto: “Non ci sono più soldi!”.

Nel frattempo questo gruppetto di cittadini si è allargato e ha coinvolto associazioni e comitati, non demorde ed è deciso ad ottenere ciò che è stato tolto alla città.

Si è parlato di aiutare la Protezione Civile nell’opera di disboscamento e di istituire un comitato di volontari che, con carica annuale, si impegnano a tenere pulita e monitorata la zona.

Insomma – conclude la lettera – potrebbe essere un esempio di civiltà e di crescita civile.

Cosa aspettiamo a realizzarla”?

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