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Teatro, pluralismo: chiamiamo le cose con il loro nome!

<<In questi cinque anni abbiamo visto l’Amministrazione Prade cimentarsi in interminabili proclami per un maggior pluralismo nell’offerta culturale del Teatro Comunale; all’ombra dei proclami, però, abbiamo assistito ad una inefficace e goffa serie di tentativi maldestri per bloccare, escludere o distruggere quel che c’era>>, lo dichiara Tomaso Zampieri, promotore e candidato della lista “InMovimento” che sostiene il candidato sindaco Jacopo Massaro, intervenendo sulle polemiche di questi giorni relative al tema del teatro.

Teatro Comunale di Belluno

<<Tentativi perpetrati a scapito di un organismo, la Fondazione Teatri, costruito con ben altri e più nobili fini che il mettersi a servizio di un malcelato pregiudizio ideologico. Il pluralismo culturale è un’altra cosa>> continua Zampieri: <<è l’obiettivo ideale che si prefigge ogni intervento serio che abbia a suo fine la crescita culturale di una città. Il pluralismo culturale è già scritto nell’intelligenza dei cittadini bellunesi, di destra e di sinistra, che avrebbero voluto vedere il proprio Comune impegnarsi per coniugare la valorizzazione delle professionalità esistenti e la nascita e lo sviluppo delle espressioni culturali più varie>>.

<<Purtroppo così non è stato>>, spiega Biagio Giannone, Consigliere Comunale uscente, anch’egli impegnato nel progetto di “InMovimento”, <<e si è arrivati inevitabilmente prima all’uscita della Fondazione Cariverona, ed ora al caos più totale>>.

Ma c’è un altro aspetto su cui si sofferma Massaro: <<la vicenda dei crediti del TIB si presta facilmente ad esser vista solo come l’ennesimo tentativo di distruggere. E’ un’occasione, invece, in cui vengono smascherate le contraddizioni di quella politica che a parole esalta il ruolo strategico dell’imprenditoria, ma quando amministra non paga i propri debiti con le imprese>>.

Massaro era stato cofirmatario, insieme al Consigliere Biagio Giannone, della mozione di Rudi Zerbinati per la promozione del progetto della residenza teatrale approvata in Consiglio Comunale a gennaio.

<<Con la residenza teatrale>>, conclude Massaro, <<doteremmo il territorio di un soggetto in grado di effettare una pianificazione pluriennale finalizzata ad una crescita culturale, economica e turistica. Ed il tanto reclamato pluralismo sarebbe salvaguardato direttamente dal Comune, che deciderebbe unilateralmente il contenuto delle deleghe alla residenza teatrale>>

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