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lunedì, Aprile 19, 2021
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Acqua pubblica. Le considerazioni del sindaco di Belluno Antonio Prade

In relazione alla tavola rotonda di ieri sera con i candidati sindaco, pubblichiamo l’intervento del sindaco di Belluno Antonio Prade.

“Mi dispiace che un impegno precedentemente preso mi abbia impedito, ieri sera, di partecipare all’incontro che, al Giovanni XXIII, aveva per tema il servizio idrico integrato.

Qualora presente, avrei svolto alcuni punti che riassumo brevemente.

1) Innanzitutto occorre sfatare la leggenda metropolitana secondo la quale non sono pubblici i conti di GSP. Fuori i dati, chiede qualcuno. I bilanci di GSP, che è una società per azioni, sono pubblici da sempre. Sono depositati in Camera di Commercio e sono nella disponibilità dei sindaci bellunesi. Se qualcuno, per qualsiasi ragione, non riesce ad averne copia, venga pure a Palazzo Rosso: io sarò ben felice di accontentarlo.

2) L’acqua è un bene comune dei bellunesi (a proposito: io ho votato a favore del referendum affermando pubblicamente le mie ragioni) ma non è ancora un bene comune, purtroppo, la capacità della classe politica bellunese di assumersi le proprie responsabilità. Ho avuto modo di dire che, sul tema acqua, se vi sono state delle responsabilità (e vi sono state, anche se meriterebbe di ragionare a fondo su questo), nessuno può scagliare la prima pietra. Alcuni politici che oggi dettano pubblicamente la linea sull’acqua, negli anni scorsi hanno ricoperto importanti responsabilità istituzionali. Oggi si comportano come se non avessero mai visto o saputo niente, e questo è inaccettabile: moralmente prima ancora che politicamente.

3) Le fondamenta dell’attuale sistema di gestione del sistema idrico integrato sono state poste quando importanti comuni bellunesi erano governati dalla sinistra: da Feltre, a Belluno, da Pieve di Cadore a Ponte nelle Alpi. Il presidente dell’ATO, dal 2004 al 2009, è stato Sergio Reolon. In questo periodo mai, dico mai, è stato messo all’ordine del giorno, da parte dalla presidenza dell’ATO, la questione dello squilibrio economico finanziario di GSP. Dico questo non con acrimonia ma per invitare (per invitarci) tutti quanti a fare un passo avanti in tema di assunzione di responsabilità.

4) Occorre affermare con serenità una semplice verità: che non era semplice passare dalle 75 gestioni di 67 comuni a un unico organismo. Da questo punto di vista, la prima tariffa non poteva che essere sostanzialmente orientativa e se errori sono stati fatti, è ora di guardare avanti nell’interesse dei bellunesi e dell’acqua bellunese come bene comune.

5) Io non trovo scandaloso che i sindaci bellunesi, in prima istanza, abbiamo ritenuto di amministrare direttamente il servizio idrico. Dobbiamo essere seri: vi sono processi, anche culturali, che hanno bisogno di tempo per evolvere. Da questo punto di vista io saluto con ottimismo il fatto che l’autunno scorso noi, sindaci bellunesi, abbiamo nominato tre tecnici alla guida di GSP. A tale proposito, con una venatura polemica che non posso nascondere, dico che abbiamo fatto esattamente l’opposto dei sindaci trevisani, i quali recentemente hanno nominato come amministratore delegato di Ascopiave, importantissima azienda pubblica che eroga gas naturale in pianura, il segretario provinciale del Partito Democratico.

6) Ci sono uomini e donne che stanno conducendo una battaglia di grande valore per il bellunese e se il tema dell’acqua è un tema sensibile per la nostra opinione pubblica è merito anche loro. Ci unisce l’obiettivo del mantenimento dell’acqua come bene comune e ci divide, a volte, la valutazione su quali siano gli strumenti per mantenere intatta questa ricchezza. A queste persone faccio pubblicamente una proposta. La legge istitutiva dell’ATO individua espressamente, ai fini del controllo e della partecipazione pubblica, il Comitato consultivo degli utenti. Oggi questo organismo è immobile: non consulta un bel niente, non ha alcuna autorevolezza. Perché allora non lo facciamo finalmente decollare? É da questa postazione, al fianco dell’ATO e non a fianco di GSP, che riusciremo – mi auguro insieme – a far evolvere in meglio l’architettura di uno dei servizi più importanti per la nostra gente”.

Antonio Prade – Sindaco di Belluno

 

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